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Travolto dal muletto muore un operaio

Stan Florin, 39enne romeno, era a Portoscuso da pochi giorni

PORTOSCUSO. Una tragedia sul lavoro si è consumata ieri mattina nel polo industriale di Portovesme, nel comune di Portoscuso. Un operaio romeno, Stan Florin 39 anni, è morto poco dopo le 8 mentre lavorava all'interno dello stabilimento della Portovesme srl. L'incidente è avvenuto nell'area vasche, zona parco sud della fabbrica. Secondo le prime ricostruzioni, effettuate dai carabinieri della compagnia di Iglesias, l'uomo sarebbe morto schiacciato tra un carrello elevatore che trasportava una serbatoio e un camion in sosta. Il carrello doveva innalzare una cisterna contenente mille litri d'acqua per posizionarla sul camion. L'operaio in quel momento coordinava a terra le operazioni e si trovava dietro la cisterna. «Abbiamo sentito un urlo – ha spiegato Fabrizio Floris della rsu di fabbrica – si è messo le mani sul petto ed è caduto. Sono stato uno dei primi a soccorrerlo, allertando l'infermeria e insieme allo staff medico dell'azienda abbiamo liberato l'operaio dalla tuta che indossava, ma sul petto non ho visto alcun segno, alcuna ferita. I medici gli hanno praticato l' intervento di primo soccorso, ma non c'è stato nulla da fare». Sul posto sono giunti i carabinieri, i tecnici Spresal della Asl per le verifiche sulle norme in materia di sicurezza nel lavoro e il medico legale. Il corpo dell'uomo è stato trasportato al Policlinico di Monserrato per l'autopsia disposta dal magistrato. Il carrello elevatore e il camion sono stati posti sotto sequestro. Il collega che insieme all'operaio romeno svolgeva i lavori sul posizionamento della cisterna, dopo l'incidente era in stato di choc ed è stato portato nell'infermeria dell'azienda. Alla Portovesme srl in pochi conoscevano Stan Florin perché era arrivato in fabbrica solo venerdì scorso. Lavorava per la ditta esterna Taccolini specializzata in servizi ecologici con sede a Costa Volpino in provincia di Bergamo. L'operaio, che avrebbe compito 40 anni il prossimo 25 ottobre, era di origine romena, ma risiedeva a Francofonte, in provincia di Siracusa insieme ad una compagna. Era un lavoratore a tempo determinato con contratto in scadenza il prossimo al 29 settembre. Ieri mattina nello stabilimento di Portovesme tutti i lavoratori diretti e delle ditte d'appalto si sono riuniti in assemblea per dedicare un momento di riflessione al collega deceduto. «Un mezzo di trasporto – ha detto Marco Deriu della Cgil – deve essere guidato da chi ha le competenze, da chi ha seguito i corsi di formazione. E i mezzi all'interno della fabbrica si devono muovere a passo d'uomo, non andare a 20 all’ora».

Pubblicato su La Nuova Sardegna