Chiese in Provincia di Cagliari - città di Cagliari Città: Chiesa di Nostra Signora di Bonaria

Chiesa di Nostra Signora di Bonaria
N.S. di Bonaria

CAGLIARI / CAGLIARI città
P.zza Bonaria - Cagliari (CA) CAGLIARI città
Culto: Cattolico
Diocesi: Cagliari
Tipologia: chiesa
Quello dedicato a Nostra Signora di Bonaria risulta essere il luogo di culto mariano più importante della Sardegna. La basilica è affiancata da un piccolo edificio sacro in stile gotico catalano. Officiato dai padri mercedari, che abitano l'adiacente convento, è sede parrocchiale del quartiere di Bonaria. Antistante la chiesa troviamo un'ampia piazza e una scalinata che immette sulla via Diaz. L'idea di realizzare una Chiesa più grande, ci fu dopo l'arrivo via mare della grande cassa di legno... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Quello dedicato a Nostra Signora di Bonaria risulta essere il luogo di culto mariano più importante della Sardegna. La basilica è affiancata da un piccolo edificio sacro in stile gotico catalano. Officiato dai padri mercedari, che abitano l'adiacente convento, è sede parrocchiale del quartiere di Bonaria. Antistante la chiesa troviamo un'ampia piazza e una scalinata che immette sulla via Diaz. L'idea di realizzare una Chiesa più grande, ci fu dopo l'arrivo via mare della grande cassa di legno con il Simulacro della Vergine con Bambino il 25 marzo 1370. La tradizione narra che la cassa fu buttata in mare da una nave spagnola che faceva una traversata tra la Spagna e l'Italia. Durante la navigazione a seguito di una tempesta a causa della quale la nave rischiava di affondare, si decise di gettare in mare tutto il carico, al fine di poter salvare almeno la vita all'equipaggio e ai passeggeri. La tempesta si placò solo dopo che venne buttata a mare una cassa di cui tutti ignoravano la provenienza che venne spinta a riva dalla corrente così come la stessa nave. Riuscirono ad aprire la cassa, dopo i tentativi di molti, solo i frati Mercedari che abitavano il colle di Bonaria. All'interno vi erano il Simulacro della Madonna con Bambino in braccio, tutt'ora esposto nel Santuario adiacente la Basilica. La cassa si trova invece nelle sale della Basilica. Alla Vergine di Bonaria venne così accostato l'appellativo di protettrice dei naviganti. Ieri in particolare, così come ancora oggi, molte persone sono solite portare ex-voto al Simulacro della Madonna, per ringraziarla in particolare della buona sorte di un viaggio per mare. L'accumularsi degli ex-voto ha portato alla creazione del Museo nel quale venissero conservati. La Basilica venne progettata da Antonio Felice de Vincenti ed ebbe lunghi tempi di realizzazione, anche a causa dei fondi che venivano a mancare. Consacrata il 25 aprile del 1926 aveva ricevuto da Papa Pio XI il titolo di Basilica Minore, venne ultimata nel 1952.

Facciata

L’edificio sacro risulta preceduto da un grande piazzale e da un'ampia scalinata che la collega con la sottostante via Diaz. La facciata è spartita in due ordini. Quello inferiore è caratterizzato da tre fornici inquadrati da coppie di lesene ed immette nel pronao d'ingresso,nel quale è collocata una statua di Paolo VI. In quello superiore si apre invece la loggia detta delle benedizioni, sormontata da un timpano sul quale si trova lo stemma dei mercedari.

Impianto strutturale

L’interno della Basilica risulta caratterizzato da forme classiciste e da un impianto a croce latina. Molto luminoso ed imponente, raggiunge una lunghezza di 54 metri e un'altezza di 50 in corrispondenza della cupola. Le navate laterali sono caratterizzate da quattro arcate poggianti ciascuna su due colonne. Presenta tre navate, un ampio transetto, dieci cappelle, di cui quattro per lato lungo le navate laterali e due inserite ai lati del presbiterio. Quest’ultimo risulta sopraelevato rispetto alla pavimentazione del resto della chiesa e caratterizzato in corrispondenza della mensa d’altare da una struttura a baldacchino che lo sovrasta, poggiante su quattro colonne di marmo verde sormontate da capitelli in bronzo. La navata centrale ha una copertura con volta a botte scandita da sottarchi, mentre quelle laterali hanno volte a vela sovrastate da delle piccole cupole ottagonali. Nell'incrocio tra i bracci e il transetto si innalza, su tamburo ottagonale, una cupola conclusa da lanterna.

XVIII - XVIII (progettazione intero bene)

Un progetto venne affidato all'ingegnere militare piemontese Antonio Felice De Vincenti che eseguì peraltro anche un modello ligneo, considerato importante documentazione dello stile Barocco nell’isola. Il progetto prevedeva un impianto a tre navate, transetto poco pronunciato, cupole sul presbiterio e all'incrocio con il transetto, pronao d'ingresso. Mai portato a termine, fu comunque esempio per l’ architettura sarda di epoca successiva.

1704 - XVIII (inizio lavori intero bene)

La prima pietra venne posta il 25 marzo del 1704 dopo che sul finire del XVII secolo, padre Bernardo di Cariñena, mercedario del convento di Bonaria, divenne arcivescovo di Cagliari e volle la costruzione di una nuova chiesa, da affiancare al santuario trecentesco. I lavori non andarono avanti però molto a lungo.

1742 - 1765 (costruzione carattere generale)

Al 1742 appartiene la realizzazione del pronao. Tra il 1764 ed il 1765 ad opera del cagliaritano Squinardi, vennero realizzate le colonne binate ed i capitelli che spartiscono la navata. Il lavoro venne in seguito portato a termine dai carpentieri Denergry e Dejoannis.

1910 - 1926 (completamento intero bene)

Nel 1778 l’ingegnere piemontese, Giuseppe Viana, apportò al progetto del De Vincenti delle modifiche, che non vennero realizzate. I lavori furono sospesi nel 1804 per mancanza di fondi. Nel 1866 il convento e l'area della chiesa divennero possedimento del Comune di Cagliari e il resto passò al Demanio dello Stato. Tra il 1869 e il 1875, si considerò di portare a termine i lavori della chiesa. A seguito della proclamazione nel 1907 da parte di papa Pio X della Vergine di Bonaria come Patrona Massima della Sardegna, ci fu nel 1910, la riapertura di un cantiere invaso da vegetazione e caratterizzato da strutture pericolanti a causa della lunga esposizione alle intemperie. I lavori ripresero sotto la direzione dell'ingegner Simonetti, che decise di eseguire con l’utilizzo del cemento armato, le coperture delle navate e la cupola all'incrocio con il transetto. A lavori non ancora completamente portati a termine, venne fatta nel 1926, da papa Pio XI l'inaugurazione della chiesa.

1946 - XX (restauri carattere generale)

A causa dei bombardamenti del 1943 ci fu la caduta degli stucchi dorati delle volte nonchè della cupola, delle cornici e degli intonaci dipinti. Primi lavori vennero portati avanti dal Genio Civile subito dopo la guerra. Agli stessi seguirono, dal 1958, quelli che diedero all'edificio la caratterizzazione odierna, sotto la direzione dell'architetto perugino Gina Baldracchini.

1970 - 1970 (visita papale carattere generale)

In occasione delle solenni celebrazioni del sesto centenario dell'approdo della statua della Madonna di Bonaria, il 24 Aprile 1970,la Basilica e il santuario ricevettero la visita del Santo Padre Paolo VI.

1983 - 1998 (restauro carattere generale)

A causa del degrado delle strutture in cemento armato, provocato dall'umidità e dall'aria salmastra, si resero necessari ulteriori lavori di restauro tra il 1983 ed il 1998, questa volta sotto la direzione degli architetti Jolao Farci e Marco Atzeni.

1985 - 1985 (visita papale carattere generale)

Il 20 Ottobre 1985 la Basilica e il santuario ricevettero la visita del Santo Padre Giovanni Paolo II.

2008 - 2008 (visita papale carattere generale)

Dal 2007 al 2008 si svolgono le ecelbrazioni in occasione del centenario in occasione della proclamazione della Madonna di Bonaria patrona massima della Sardegna. In quella occasione il 7 Settembre 2008 la Basilica e il santuario ricevono la visita del Santo Padre Benedetto VII con una solenne celebrazione che vide riunita tutta la Sardegna.

2013 - 2013 (visita papale carattere generale)

Il 22 Settembre Papa Franceso, come primo pellegrinaggio del suo pontificato, decise di visitare la Basilica e il santuario della Madonna di Bonaria per sancire il legame che lega la Sardegna alla sua terr

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