Chiese in Provincia di Nuoro - città di Siniscola: Chiesa di Santa Lucia

Chiesa di Santa Lucia

NUORO / SINISCOLA
Siniscola (NU)
Culto: Cattolico
Diocesi: Nuoro
Tipologia: chiesa
la chiesa parrocchiale di Santa Lucia, frazione di Siniscola (Nu), è costituita da un unica navata absidata senza capelle ed è coperta da tetto a capanna. Lo spazio dell'aula centrale è scandito dagli archi trasversi a tutto sesto contraffortati ed è concluso dall'abside coperto con una semicupola. Le prime due campate sono coperte da un solaio in struttura lignea ed incannucciato, ripristinato a seguito dell'ultimo restauro del 2014. L'ultima campata, voltata a botte era in un primo tempo... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

la chiesa parrocchiale di Santa Lucia, frazione di Siniscola (Nu), è costituita da un unica navata absidata senza capelle ed è coperta da tetto a capanna. Lo spazio dell'aula centrale è scandito dagli archi trasversi a tutto sesto contraffortati ed è concluso dall'abside coperto con una semicupola. Le prime due campate sono coperte da un solaio in struttura lignea ed incannucciato, ripristinato a seguito dell'ultimo restauro del 2014. L'ultima campata, voltata a botte era in un primo tempo coperta con un tetto ligneo e solo nel 1908 fu modificata in occasione di alcuni lavori di restauro dei quali fu oggetto l'edificio ecclesiastico. Tutto intorno al perimetro della navata, all'altezza dell'imposta degli archi trasversi, corre un cornicione modanato. Sui lati lunghi dell'aula si aprono tre porte che mettono in relazione l'aula con l'esterno, con l'ex portico e con la canonica.

Coperture

tetto a capanna con struttura in legno di castagno e rivestimento in coppi di laterizio.

Elementi decorativi

presenti modanature e cornicioni di modesta fattura. Assenza di elementi decorativi di rilievo.

Fondazioni

continue in pietra.

Impianto strutturale

edificio in muratura continua costituito da un unica navata absidata scandita da tre campate con volte e solai di forma semplice con copertura a capanna. La struttura muraria, in corrispondenza degli archi trasversi delle campate, è supportata da contrafforti in muratura.

Pavimenti e pavimentazioni

pavimentazione in lastre di lavagna.

Pianta

pianta longitudinale semplice con portico retrostante di forma irregolare.

Preesistenze

non sono emerse tracce di strutture preesistenti.

Scale

assenti all'interno dell'aula. Lo sviluppo dell'aula avviene su un unico livello ad eccezione del presbiterio rialzato di uno scalino.

Struttura

struttura verticale in muratura portante; strutture di orizzontamento: aula coperta nelle prime due navate da solai con struttura in legno ed incannucciato tradizionale sardo; terza campata con volta a botte in muratura intonacata e tinteggiata; abside con semicupola.

XI - XII (fondazione carattere generale)

la presenza dell’edificio più antico, è probabilmente da collocare in data anteriore all’anno 1003. A questa data, infatti, Raffaello Roncioni, nelle sue Storie Pisane fa risalire il primo sbarco in Sardegna della flotta pisana nel porto denominato di Santa Lucia e racconta: “Laonde stimolati i consoli lo convocarono (il Senato); e, dopo molte opinioni, finalmente fu conchiusa e bandita sopra questo Re (Museto) la guerra, parendo a tutti meglio il farla in casa d’altri che aspettarsela nella sua. E avendo una grossa armata, la cavarono fuori sotto la scorta di Vittore, detto dagli scrittori nostri Ricucchi uomo segnalatissimo in quei tempi e che in altre imprese avea saggio di se. Egli partì il giorno di San Sisto Papa e Martire…. e pervenne felicissimamente alla vista di Sardegna, e entrò nel porto di Santa Lucia...(omissis)

XII - XIII (fondazione carattere generale)

un'altra prova documentale della presenza dello scalo marittimo e della chiesa di Santa Lucia si trova nella cronaca che documenta la visita dell’Arcivescovo di Pisa Federico Visconti nella sua qualità di Primate e Legato Pontificio (dal 23 marzo al 25 giugno 1263) e in questa si legge: “Die Veneris Sancto (30 Marzo 1263) pervenimus in Sardiniam in Iudicatu Gallurensi et in Episcopatu Civitatensi, inique celebravimus Dominicae Resurrectionis Sactum Pascha, recipiendo maximum honorem ab Episcopo Civitatensi et Iudice Gallurensi, et ejus judice de facto nobili viro domino Giuffredo. Et sequenti die pervenimus ad portum Sanctae Luciae Episcopatus Galtellinensis...(omissis).” La cronaca conferma notizie non solo della presenza dello scalo commerciale di Santa Lucia, ma anche della presenza di un edificio di culto.

XIV - XVII (manutenzione carattere generale)

l'edificio religioso non è citato nell’elenco delle chiese riportato nel documento dell’Alberti del 1496, anche se il nome di Santa Lucia compare nella cartografia della Sardegna a partire dal 1325 (Dalorto) e successivamente in una carta del XV secolo (Isolario Buon del Monti). Oltre al nome compare anche il disegno di una Chiesa, la presenza del toponimo è ripetitiva e la sua localizzazione diviene presto abbastanza certa a Nord di “Capo Comin”. La Chiesa di Santa Lucia viene indicata espressamente e in maniera inequivocabile per la prima volta in una relazione del Can. Antonio Sanna nel 1602 che la cita tra le chiese rurali della Parrocchia di Siniscola, ricordando che l’Arcivescovo Lasso Çedeño durante la visita pastorale svoltasi l’anno prima aveva invitato il priore Leonardo Contu a farvi delle riparazioni.

XVIII - XIX (ricostruzione carattere generale)

la Chiesa riappare nei documenti in relazione ai lavori di manutenzione che vengono effettuati su di essa: una prima volta nel 1777 e una seconda nel 1873, quando il Mons. Demartis esortava a riportarla “allo stato di decenza”. In seguito a questa richiesta si ritenne di non procedere al restauro ma alla costruzione di un nuovo edificio, quello attuale, che fosse più consono alle nuove esigenze della comunità. L’edificazione procedette per iniziativa del Reverendo Salvatore Casu, coadiuvato nella raccolta delle offerte dal Sig. Antonio Pasquale Martini. I lavori iniziarono il 7 Gennaio 1878 e furono portati a termine il 14 Maggio dello stesso anno, come ricorda anche la lapide dedicatoria collocata all’interno della chiesa “ecclesia Haec Sactae Luciae V. et M. incepta die 7 Ianuarj absoluta die 14 Maj edificata fecit ora maritima anno 1878 in Siniscola Promotore et actore admodum R.do Sacerdorte Casu Salvatore…(omissis)” .

XIX - XX (completamento carattere generale)

nel 1882 l’Amministrazione Comunale di Siniscola decideva di valorizzare la vocazione turistica del borgo che all’epoca contava circa 150 abitanti, attraverso la realizzazione di alcune strutture legate all’elioterapia e ai bagni marini; si intendeva, infatti, edificare fabbricati per “l’alloggio ai divoti e ai bagnanti”, “stabil

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