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Farci voleva far credere che fosse in Venezuela

L’ergastolano aveva chiesto a un suo collaboratore di spedire in Sud America la sim della vittima

SASSARI. Il castello di menzogne e depistaggi informatici gli è crollato addosso quando è rimasto lui stesso incastrato nella rete telematica che aveva provato a imbastire per prendersi gioco di tutti e far credere che Speranza fosse ancora viva.

Per allontanare da sé i sospetti e prendere tempo con i familiari e gli amici della fidanzata, ma soprattutto con i carabinieri che avevano iniziato a girare intorno alla sua pizzeria di via XX Settembre e a fare domande sempre più insistenti, Massimiliano Farci era arrivato a ingegnarsi e a ipotizzare fantascientifici fotomontaggi con l’immagine della vittima e addirittura a chiedere a un suo collaboratore di spedire la sim di uno dei telefonini della compagna in Venezuela per spostare le ricerche in Sud America.

È stata proprio la testimonianza di un cameriere della pizzeria in cui Speranza lavorava insieme a Farci, a fornire agli investigatori una delle prove più importanti raccolte durante l’indagine che ha portato al suo arresto con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Qualche giorno dopo la scomparsa di Speranza il cameriere venezuelano aveva ricevuto dal datore di lavoro della richieste assurde che gli avevano fatto drizzare le orecchie. «Metti questa sim nel tuo telefono – aveva detto Farci al suo dipendente – e spediscila ai tuoi parenti in Venezuela nel pacco che devi mandare alla tua famiglia, non voglio che pensiono che c’entri io con la scomparsa di Speranza».

Il giovane si era rifiutato, spiegando a Farci che il pacco era già stato sigillato. Ma i suoi sospetti erano cresciuti quando pochi giorni dopo aveva notato il 53enne di Asseimini armeggiare con delle forbici vicino alla cassa, il luogo dove era rimasto il telefono della vittima anche dopo la sua scomparsa.

«Ho visto Massimiliano andare in bagno – ha detto il cameriere agli inquirenti – e quando è uscito sono andato a controllare, trovando dentro il gabinetto un pezzo di una sim». Ma Farci era arrivato a chiedere al giovane dipendente di modificare un video in cui si vedeva Speranza mentre ballava. «Camuffa l’ambiente – aveva detto Farci – metti sullo sfondo una tv che trasmette una partita di calcio spagnolo in modo che sembri che sia in Spagna». Qualche giorno dopo aveva fatto un passo indietro: «Speranza sta bene – gli aveva detto – lascia perdere, è stata vista ad Alghero». (l.f.)

Pubblicato su La Nuova Sardegna