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Steve McQueen, 90 anni mancati di una mitica vita spericolata

ROMA. Non c’è nessuna star del cinema o della musica che abbia legato tanto la sua immagine ai motori, alla velocità come Steve McQueen, nato novanta anni fa (il 24 marzo 1930) a Beech Grove (Indiana)...

ROMA. Non c’è nessuna star del cinema o della musica che abbia legato tanto la sua immagine ai motori, alla velocità come Steve McQueen, nato novanta anni fa (il 24 marzo 1930) a Beech Grove (Indiana) e morto a soli cinquant’anni. Così se si va su YouTube i suoi video più cliccati sono sempre quelli in cui cavalca motori: dalla moto Triumph T6 ne La grande fuga, alla Ford Mustang Gt di Bullit fino alla Porsche 917 di Le 24 ore di Le Mans. E questo anche per una sua reale passione che lo portò a cimentarsi davvero come pilota professionista in molte gare di auto e moto. Tornando al set di Le 24 ore di Le Mans, rivelò oltre che il talento di pilota anche il suo brutto carattere. McQueen litigò infatti con tutti, cacciò addirittura il regista del film che lo aveva fortemente voluto (John Sturges) rimpiazzandolo con Lee H. Katzin. Non solo, in quello stesso periodo, fu abbandonato dalla moglie Neile e non riuscì neppure a guidare quella Porsche 908 con cui si era iscritto alla corsa di resistenza francese perché bloccato dall’assicurazione. Figlio di uno stuntman che abbandonò sua madre e lui, McQueen a quattordici anni era già membro di una gang di strada, tanto che la madre pensò bene di mandarlo in una scuola di correzione, e solo nel 1952 iniziò a frequentare l’Actor’s Studio di Lee Strasberg a New York. Esordì, prendendo idealmente il testimone di un attore maledetto come James Dean – l’anno dopo la sua morte in un incidente d’auto– in un piccolo ruolo nel film Lassù qualcuno mi ama (1956). Arriva poi il ruolo di Vin nel mitico western I Magnifici sette (1960) e, nel 1963, il kolossal La grande fuga (1963). Dopo diversi ruoli di successo arriva nel 1973 Papillon dove è Henri Charrière galeotto realmente esistito e autore dell’omonimo romanzo da cui è tratto il film. È poi tra i protagonisti del kolossal catastrofico all stars L’inferno di cristallo di John Guillermin accanto a Paul Newman e William Holden. Tra i suoi ultimi film, entrambi del 1980: Tom horn diretto e Il cacciatore di taglie, girato nelle ultime fasi della sua malattia senza l’uso della controfigura in pieno stile McQueen. Due frasi sintetizzano bene la sua “vita spericolatàa”come la definì Vasco Rossi: «Gli uomini volevano essere come lui e le donne volevano stare con lui» disse l’attrice Ali McGraw che per Steve lasciò il marito iniziando una relazione che fece parlare tutta Hollywood.

Pubblicato su La Nuova Sardegna