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Giovane maddalenina perde il bambino, è grave

Distacco di placenta al termine della gravidanza. Dramma in casa, vani i soccorsi Trasportata in elicottero all’ospedale di Olbia, la 26enne è in prognosi riservata

LA MADDALENA. L’asettico linguaggio della scienza definisce il distacco della placenta “un episodio grave e improvviso, che mette in serio pericolo di vita sia il feto che la madre”. Per la giovane 26enne maddalenina che ha perso il suo bambino alla 38esima settimana di gestazione, è un dolore che lacera il cuore. Una sofferenza a cui nessuna ragione scientifica potrà dare sollievo. Il suo lutto in poche ore è diventato quello di una intera comunità. La gioia provata solo una manciata di giorni fa per la nascita del piccolo Michael, seppur in condizioni di emergenza, viene spazzata via da questa morte improvvisa. Anche il sindaco Luca Montella si unisce al dolore commentando la tristissima notizia. Che più di una discussione sui social merita rispetto e silenzio.

I fatti. Giulia ha 26 anni e la sua gravidanza è ormai alla 38esima settimana. Si trova nella sua casa alla Maddalena. Fino a oggi la sua gravidanza è stata serena. Nel pomeriggio ha dei forti dolori al ventre. Avverte il ginecologo e raggiunge il Pronto soccorso dell’ospedale Paolo Merlo. Nel frattempo viene richiesto l’intervento dell’elisoccorso. L’ambulanza dei cieli si alza in volo da Alghero, da cui durante il giorno copre gli interventi di urgenza su tutto il nord Sardegna. Lo specialista si accorge subito che la situazione è grave. Si parla di distacco massivo della placenta. Viene considerata la peggiore complicanza di una gravidanza. Improvvisa, spietata. Il battito del piccolo è debolissimo. In questo casi il neonato entra in sofferenza perché non riceve più ossigeno attraverso la placenta. Ma anche la vita della madre è a rischio a causa dell’emoraggia che ne consegue. Giulia sale sull’elicottero in condizioni gravissime. Il suo ginecologo è al suo fianco nel viaggio ad alta quota verso Olbia. Al Giovanni Paolo II è determinante l’intervento dell’equipe medica del reparto di Ginecologia e Ostetrica. La giovane madre viene sottoposta a un complesso intervento che dura 6 ore. È adesso ricoverata nel reparto di Rianimazione ed è in prognosi riservata.

Il contesto. La morte del piccolo si inserisce in un contesto sanitario isolano esplosivo. Nell’ospedale maddalenino, dal 2006 non c’è più il Punto nascita. Una legge nazionale ha soppresso i centri che non raggiungono 500 parti all’anno. La classe politica locale ha più volte sostenuto che l’insularità fosse un motivo valido per ottenere una deroga. Ma anche per avere una struttura sanitaria in grado di gestire le emergenze con personale e reparti attrezzati. Il Paolo Merlo non è più una struttura di Emergenza-urgenza ma un Punto di primo intervento. (se.lu.)

Pubblicato su La Nuova Sardegna