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Osilo si illumina per dire addio ad Alessio

Paese in lutto per la morte di un giovane di 31 anni, ucciso in pochi giorni da una malattia rara

OSILO. Una fiammella su ogni davanzale, ogni balcone, ogni terrazza. Per far arrivare fino in cielo - in questo tempo sospeso, in cui è interdetto perfino l’ultimo saluto a chi muore – il grande affetto e l’immenso dolore per la scomparsa prematura di Alessio Campus.

Aveva trentuno anni, Alessio, l’età di chi è pronto ad affrontare la vita in piena maturità. E invece la vita è stata ingenerosa con lui, e lo ha preso alle spalle con una malattia rara, il morbo di Fournier, che in pochi giorni se lo ha portato via, gettando nello strazio più profondo i genitori, Tore e Antonella, i parenti, i tantissimi amici, l’intera comunità osilese, che per quel ragazzo buono, sensibile, rispettoso, nutriva un grande affetto. Una ventina di giorni, questo il tempo che la malattia ha concesso ad Alessio e ai suoi familiari per capire cosa stava succedendo. Il morbo, o cancrena di Fournier, è una forma rara ma grave di infezione sottocutanea necrotizzante. L’evoluzione della malattia è molto rapida.

Per provare ad arginare quel veloce decorso, hanno operato la Clinica Urologica, la Patologia Chirugica, la Rianimazione di Sassari, e ad Alessio sono state amputate prima una gamba e poi l’altra. Ma il male non gli ha dato scampo. E poi, dramma nel dramma, l’impossibilità per tutti di stringersi intorno a quel giovane figlio e alla sua famiglia. Così, facendosi interprete del dolore dell’intero paese, l’amministrazione comunale ha lanciato il messaggio “Un lume per Alessio”, invitando tutti gli osilesi ad accendere alle 21 del 28 marzo “un lume accanto alle finestre per ricordare il giovane che lascia nella nostra comunità un vuoto incolmabile”. E il paese ha risposto in maniera corale, accendendo in ogni casa una candela, un cero, un lume per salutare quel figlio tanto amato.

Alessio Campus era nato il 26 gennaio 1989. Grande appassionato di motori, della Ferrari, in particolare, era diventato un esperto del “Simracing”, il campionato di simulazione di guida on-line, dove ha corso un centinaio di gare. Nel 2016 aveva coronato un sogno, riuscendo a comprarsi una fiammante Cbr 500 R, una moto da favola.

Mario Bonu

Pubblicato su La Nuova Sardegna