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Il ricordo di Falcone e Borsellino

Il presidente Mattarella a 28 anni da Capaci: «Sono stati luce nelle tenebre»

[FIRMA&LUOGO]di Alfredo Pecoraro

<MC>PALERMO

[TESTO]Il bianco dei lenzuoli srotolati dai balconi e dai palazzi delle istituzioni in ogni parte d'Italia, i messaggi via web, flash mob, i tweet e i post su Facebook, lo streaming per unire ricordi e riflessioni su cos'è oggi la mafia e su cos'era quando 28 anni fece saltare in aria a Capaci col tritolo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta. Nessun corteo per le strade, le navi della legalità ferme, niente bambini nell'aula bunker dell'Ucciardone, a Palermo: anche se il Covid-19 ha impedito il rito delle cerimonie in grande stile, quest'anniversario della strage di Capaci passerà alla storia come quello segnato dalla sobrietà e dal ricordo silenzioso ma intenso. E così la commozione con la voce rotta in diretta streaming del presidente della Conferenza dei rettori siciliani Gianni Puglisi, mentre via web ricorda l'amico Falcone con migliaia di collegamenti on line, dà il segno di una giornata densa di emozione e partecipazione, conclusasi alle 17.58, l'ora della strage in autostrada, sotto l'albero Falcone, con tanta gente radunata, a distanza gli uni dagli altri e con le mascherine. Il merito, ancora una volta, va alla Fondazione guidata da Maria Falcone, che assieme al ministero dell'Istruzione con l'iniziativa #PalermochiamaItalia hanno sfidato il virus con la campagna «Il mio balcone è una piazza». Come tradizione al centro delle tante iniziative virtuali, e non, ci sono stati i giovani. A loro si è rivolto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, parlando di Falcone e Borsellino come luci nelle tenebre: «Sono stati tra i primi a comprendere il senso del sacrificio di Falcone e di Borsellino, e ne sono divenuti i depositari, in qualche modo anche gli eredi. Dal 1992, generazioni di giovani si avvicinano a queste figure esemplari e si appassionano alla loro opera e alla dedizione alla giustizia che hanno manifestato. Siate fieri del loro esempio e ricordatelo sempre». «Magistrati unici» li ha definiti il capo della Procura di Palermo, Francesco Lo Voi, e «come loro purtroppo non ce ne sono stati più e non ce ne sono: c'è stato qualche imitatore, ma gli imitatori fanno ridere». E facendo un accenno all'impegno costante e continuo della Resistenza contro il nazifascismo, Lo Voi, ha lanciato un forte appello sul fronte della lotta ai mafiosi, quelli con la faccia truce e quelli col volto pulito che «s'infiltrano persino nell'Antimafia: serve una nuova resistenza». La ministra degli Interni, Luciana Lamorgese, sottolinea che «magistratura e forze di polizia si impegnano tutti i giorni» e che «la lotta contro le mafie continua con la stessa intensità, seppure in un contesto storico e sociale mutato». Augurandosi che presto si possa conoscere «tutta la verità» sulle stragi, Maria Falcone, davanti alla stele in memoria del fratello e delle vittime di Capaci, rivolge un pensiero a chi «nei momenti gravi» salva l'Italia, i «nuovi eroi» di una pandemia che ha mietuto migliaia di vittime: «Qui ricordiamo tutti i morti del 2020: i medici, gli infermieri, gli agenti, i rider».

Pubblicato su La Nuova Sardegna