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Erbacce e canne, il rio Lu Pozzu fa paura

A Castelsardo dopo le ultime forti piogge cresce l’allarme tra i residenti del centro che da anni chiedono le bonifiche

CASTELSARDO. Ogni anno è la stessa storia: l’autunno si avvicina e canne ed erbacce si ergono rigogliose nel letto del rio Lu Pozzu, che scorre nel centro di Castelsardo togliendo il sonno ai residenti dell’omonimo quartiere, da anni costretti a fare la voce grossa per elemosinare le bonifiche dal Comune. La paura si è risvegliata nei giorni scorsi, quando le forti piogge cadute nel Nord ovest hanno fatto ripiombare gli abitanti nell’incubo. Questo perché in passato il fiume è esondato provocando allagamenti e conseguenti danni alle abitazioni. E infatti nel 2014 i residenti avevano scritto alla Provincia, al corpo forestale e alla direzione della Protezione civile di Sassari.

La situazione del fiumiciattolo inglobato da vegetazione e spazzatura era finita al centro di una polemica scoppiata proprio tra la Provincia e l’allora sindaco Franco Cuccureddu. Il braccio di ferro era nato attorno alla competenza sulla manutenzione dell’asta fluviale e la vicenda si era risolta dopo l’intervento degli operai del Comune facendo tirare un sospiro di sollievo a tutto il quartiere. La soluzione, però, è stata estemporanea: era arrivata a tamponare un corto circuito burocratico che si era creato in quel momento storico. Non si è arrivati, cioè, a quel piano annuale ordinario voluto dai residenti, che chiedono semplicemente all’amministrazione comunale di mettere in campo un paio di giornate all’anno di pulizia dei 50, forse 60, metri che precedono il tratto coperto del canale. Il problema infatti, riguarda l’imboccatura del tubolare annegato nell’asfalto, che consente al fiume di proseguire sotto la città fino al mare. Nel mese di marzo del 2018 l’allora giunta Cuccureddu aveva varato un progetto di intervento da 46mila euro su due rii castellanesi, Lu Bagnu e Lu Pozzu, che prevedeva la pulizia degli alvei grazie ai fondi stanziati dalla Regione. Alla fine del mese di novembre dello scorso anno l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Capula, sulla scia di quel progetto e attraverso la determinazione 219 del 14 novembre 2019, ha stanziato circa 18mila euro per provvedere a un nuovo affidamento «per gli interventi di pulizia – si legge nel documento – che devono essere eseguiti almeno una volta all’anno».

E ora che la stagione autunnale è alle porte, nel quartiere cominciano a guardare storto quel tappo di vegetazione che nasconde alla vista il punto dove il fiume passa dal letto in superficie a quello tombato. E tutti sperano che nelle prossime settimane le piogge non siano troppo abbondanti. Ma la prima preghiera, chiaramente, è indirizzata all’amministrazione comunale affinché tiri la cordicella e metta in moto i decespugliatori.

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Pubblicato su La Nuova Sardegna