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Seui, morte sospetta sequestrato registro delle chiamate al 118

Ombre sui soccorsi a Carlo Lobina, 65enne positivo al Covid Il legale: «Autopsia nelle forme dell’incidente probatorio»

SEUI. Cosa è successo realmente nelle poche ma interminabili ore intercorse tra la telefonata dell’Usca e l’arrivo dei soccorsi a Seui? Perché l’ambulanza del 118, allertata nel pomeriggio, è arrivata in paese solo alle 21.50? E soprattutto per quale motivo Carlo Lobina, l’anziano emigrato in Germania positivo al Covid 19 e spirato sul mezzo medicalizzato, sarebbe rimasto – come sostengono alcuni testimoni – a terra per una ventina di minuti dopo aver percorso la ripida salita che dalla sua casa di via Garibaldi lo portava in via Roma dove si trovava l’ambulanza? A queste e ad altre domande risponderà l’indagine della Procura di Lanusei guidata da Biagio Mazzeo che, tra i primi adempimenti, ha disposto l’acquisizione delle registrazioni intercorse tra la centrale operativa di Sassari del 118, l’Usca che seguiva a casa il 65enne e l’Assl di Lanusei. Sempre sul fronte giudiziario ieri mattina l’avvocato Marcello Caddori incaricato dai familiari di Lobina di tutelarli in sede giudiziaria ha chiesto al gip di Lanusei di far svolgere l’autopsia nelle forme dell’incidente probatorio. Sempre Caddori ha raccontato ciò che affermano i testimoni e cioè che lo sventurato anziano sia arrivato in via Roma dopo aver percorso una salita ripidissima per poi accasciarsi al suolo a pochi metri dal mezzo che lo aspettava.

«Ha provato a rialzarsi ma non c’è riuscito e lì è rimasto per una ventina di minuti prima che i soccorritori lo mettessero sulla barella per rianimarlo manualmente e non con il defibrillatore che non c’era» ha dichiarato il legale. I vertici dell’Areus chiamata in causa per i ritardi nei soccorsi, alla luce dell’inchiesta giudiziaria, non intendono commentare l’accaduto. Nel frattempo l’azienda regionale che si occupa dell’emergenza urgenza ha deciso di avviare un’indagine interna che culminerà in un audit conoscitivo. Reazioni forti si registrano, infine, sul fronte istituzionale. La tragica vicenda del paziente Covid 19, morto in circostanze a dir poco drammatiche, ha indotto il sindaco di Lanusei Davide Burchi a convocare la conferenza sociosanitaria “ad horas”. Già quest’oggi, quindi, i sindaci ogliastrini potrebbero prendere posizione su una vicenda che, al di là dell’inchiesta giudiziaria, appare come il fallimento di un intera sistema. Dalla ricerca di un posto letto (inesistente) nelle rianimazioni cagliaritane ai ritardi nei soccorsi. Secondo alcune indiscrezioni la medicalizzata sarebbe partita in ritardo da Lanusei perché impegnata in un altro intervento. Troppe cose, evidentemente non hanno funzionato. Sta ora alla Procura di Lanusei accertare eventuali responsabilità in questo caso che ha scosso l’intera comunità di Seui.

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Pubblicato su La Nuova Sardegna