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Clochard muore annegato alla fontana delle Conce

È un romeno di 53 anni, aveva trovato riparo sotto una tettoia vicino ai vasconi L’allarme dato da un passante, inutili i soccorsi. Sull’episodio indaga la polizia

SASSARI. Si era rifugiato nella fontana delle Conce per ripararsi dalla pioggia, un luogo abituale per senza tetto e persone che vivono ai margini della società. E quando è arrivato il fiume d’acqua che ha riempito rapidamente i vasconi si è trovato in difficoltà e non è riuscito a uscire. Un uomo che si trovava a pochi metri di distanza ha cercato di dargli una mano. Ma ormai non c’era più niente da fare: è morto così un romeno di 53 anni. Inutili i soccorsi da parte degli operatori del 118. Il medico ha tentato ripetutamente di rianimarlo, ma l’uomo non si è più ripreso. Sul posto i vigili del fuoco e gli agenti della sezione volanti della polizia. Dell’accaduto è stata informata l’autorità giudiziaria e il corpo - dopo le prime valutazioni - è stato trasferito all’istituto di Patologia forense per l’esame da parte del medico legale.

L’allarme è scattato poco prima delle 22. Da oltre un’ora la città era sotto una pioggia battente che ha messo a dura prova la tenuta delle solite zone critiche. Sono saltati tombini, le strade si sono riempite d’acqua fino a diventare impraticabili.

Incidenti e lunghe code. Sembrava la solita storia vista tante altre volte, con l’acqua che si prende con violenza spazi non suoi e dove i problemi non sono mai stati risolti.

Poi il dramma. Le chiamate al 113 e al 115, la segnalazione al 118. La stessa richiesta ripetuta più volte: «C’è una persona in difficoltà alla fontana delle Conce, fate presto». Quando sono arrivati i soccorsi però l’uomo era già morto, forse annegato. O stroncato da un malore mentre cercava di mettersi in salvo. La polizia ha avviato le indagini, anche per raccogliere eventuali testimonianze e ricostruire le fasi della tragedia. É molto probabile che il 53enne fosse un abituale frequentatore della fontana delle Conce, dove ogni giorno si ritrovano sbandati, persone italiane e straniere senza fissa dimora. Un angolo di emarginazione lontano da una città che fa finta di non sapere e non vedere. Siringhe, escrementi umani e animali, stracci e coperte. E soprattutto alcol e droga. Si vive e si muore così. Come è capitato all’uomo di 53 anni che a tarda notte non aveva ancora una identificazione certa. É probabile che abbia cercato di mettersi in salvo e che sia scivolato mentre la pioggia ha trasformato quel posto fuori dal mondo in un luogo di morte. L’uomo è caduto più volte, trascinato dal fiume d’acqua. Poi è rimasto a terra. Morto in mezzo al nulla di una fontana storica dimenticata. Vittima in una giornata di maltempo segnata da tuoni e fulmini che illuminano a giorno una scena che porta solo dolore e tanta tristezza.

Pubblicato su La Nuova Sardegna