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Addio al grande chef raffinato e gentile del “Piperita Patty”

Pierpaolo Apeddu aveva 54 anni, oggi i funerali a Berchidda  Dagli Usa alla Costa Smeralda, fu il cuoco di Tom Barrack 

OLBIA. È stato uno di quei rari maestri dei fornelli che hanno fatto conoscere nel mondo i tesori della cucina tradizionale. A cominciare da quella berchiddese, prodotto del suo paese, della sua terra. A Olbia e in Gallura Pierpaolo Apeddu sarà ricordato così e al Piperita Patty, il frequentatissimo ristorante di famiglia nel cuore di Olbia, il suo faccione incorniciato da capelli e barba bianca resterà ben impresso nella memoria.

La scomparsa, improvvisa, di Pierpaolo Apeddu, berchiddese doc, poco più che cinquantenne, ha scosso profondamente la comunità olbiese e gallurese. Una malattia tanto breve quanto spietata non gli ha dato scampo e ieri mattina la serranda insolitamente abbassata del ristorante in via Garibaldi ha annunciato il peggio. I funerali si svolgeranno questa mattina, alle 11, a Berchidda.

Lunga e ricca di soddisfazioni è la storia della famiglia Apeddu nel mondo della ristorazione. Prima tanta gavetta e un ristorante a Berchidda per dieci anni, poi le esperienze negli Stati Uniti e in Costa Smeralda. Sono anni intensi: d’inverno Pierpaolo vola nelle cucine d’America, d’estate il lavoro a Porto Cervo e dintorni. Diventa chef personale di Tom Barrack, il finanziere miliardario libano-americano allora proprietario della Costa Smeralda. I suoi piatti fanno il giro del mondo.

Dalla Costa Smeralda a Torino per l’apertura di una nuova attività, poi il ritorno definitivo in Sardegna, in Gallura, a casa. Nella primavera del 2018 a Olbia nasce il Piperita Patty, il ristorante a pochi passi dal corso Umberto. Due anni di attività e subito si spalancano le porte del successo. In cucina papà Pierpaolo e mamma Anna, in sala le tre figlie Paola, Gabriella e Francesca. Un mix di ospitalità, cortesia e abilità culinaria che in città conquista tutti.

Il “segreto della casa” è diviso equamente tra la valorizzazione dei prodotti locali e la riproposizione di ricette custodite nella tradizione sarda, soprattutto quella berchiddese, logudorese e gallurese. Il risultato è un’esperienza gastronomica molto forte, fatta di piatti mai indifferenti. L’elenco è lungo: dalla tradizionale zuppa berchiddese al “pan’a fittas” con le spianate del Logudoro ammorbidite nel brodo, dai ravioli fritti con dentro bocconcini di carne di cinghiale ai “maccarones furriados” conditi con il formaggio fresco e addolciti con l’abbattu. E poi “sas laldadinas”, miracolosi fagottini di pasta ripieni di lardo. Infine i dolci tradizionali: tilicas, casadinas, seadas, brungiolos, copuletas. Guai però a “immobilizzare” la cucina tradizionale come fosse un reperto museale, meglio rivisitare e aggiornare. E anche in questo Pierpaolo Apeddu è stato maestro assoluto, inventando dal nulla una miriade di tortini a base di prodotti di stagione, tagli di carne mai visti prima in Sardegna, miracolosi compost terra-mare. Un patrimonio enorme che il Piperita Patty ora dovrà conservare e preservare anche senza più l’occhio vigile di papà Pierpaolo in cucina.

@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su La Nuova Sardegna