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Muore dopo una caduta è indagata la sua badante

Calangianus, il pensionato era scivolato nella vasca da bagno rimanendo ferito Conclusa l’inchiesta: Maria Plugariu è accusata di averlo soccorso in ritardo

CALANGIANUS. Cesidio Cugini, 77 anni, affetto da diverse patologie, era caduto nella vasca da bagno il 3 ottobre scorso procurandosi diverse lesioni ma solo due giorni dopo Maria Plugariu, 55 anni, romena che viveva con lui, aveva chiesto l’intervento del 118. Un ritardo nei soccorsi che, secondo gli inquirenti, ha aggravato le condizioni di Cugini, morto diciotto giorni dopo quella caduta, il 21 ottobre, all’ospedale di Nuoro dove il 77enne – che era anche positivo al Covid – era stato ricoverato. La Procura ha chiuso l’inchiesta e indagato per la sua morte Maria Plugariu, indicata nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari come la badante di Cugini. «Non era la sua badante ma la sua convivente, vivevano insieme da dieci anni. Non esiste nessun contratto da badante», dice l’avvocato Oriana Erittu, che difende la donna. L’indagata, è accusata di abbandono di incapace e omissione di soccorso. Secondo il sostituto procuratore Luciano Tarditi non ha provveduto alle cure dell’uomo, affetto, tra le altre patologie, da demenza senile e difficoltà motorie, contribuendo con la sua condotta omissiva a provocarne la morte.

Cugini – secondo la ricostruzione degli inquirenti – era stato trovato dagli operatori del 118 disteso sul pavimento della camera da letto, nella sua casa, a Calangianus, in uno stato di parziale incoscienza, con vistose ecchimosi sul viso e sul corpo. Maria Plugariu aveva detto ai soccorritori – che lei stessa aveva allertato –, che l’uomo era caduto due giorni prima nella vasca da bagno. Secondo la Procura, proprio il tempo trascorso tra quella caduta e l’arrivo dei soccorsi, richiesti con ritardo, avrebbero contribuito ad aggravare le condizioni del paziente, poi morto.

L’indagata respinge ogni accusa sostenendo di aver chiamato il 118 non appena ha capito la gravità della situazione, quando l’uomo ha cominciato a lamentarsi per quella caduta. E non lo avrebbe mai lasciato da solo a casa in quanto entrambi erano positivi al Covid e quindi lei non poteva allontanarsi dalla propria abitazione.

La famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Domenico Putzolu, vuole chiarezza sulle cause della morte del pensionato di Calangianus. Vuole conoscere la natura dei traumi che i medici hanno rilevato sul suo corpo. I carabinieri di Tempio, che hanno svolto gli accertamenti, avevano acquisito la cartella clinica di Cugini dall’ospedale di Nuoro. Era stata anche disposta l’autopsia sul corpo dell’uomo che invece non è stata fatta.

«Vogliamo che siano accertate in maniera inequivoca le cause delle lesioni, a prescindere dalle dichiarazioni fatte dall’indagata – rimarca l’avvocato Putzolu – insistendo affinché venga eseguita l’autopsia che avevamo già chiesto in fase di inchiesta».

Pubblicato su La Nuova Sardegna