Morte sospetta a La Maddalena

Autopsia sul corpo di un 58enne deceduto al Brotzu: aveva ricevuto il vaccino

LA MADDALENA. La Procura di Cagliari ha aperto un fascicolo sulla morte di un maddalenino, Pierpaolo Impagliazzo, 58 anni, ricoverato all’ospedale Brotzu. Il pubblico ministero Marco Cocco ha disposto il sequestro della salma su cui sarà eseguita l’autopsia per accertare le cause della morte dell’uomo, a cui il 25 marzo scorso era stato somministrato il vaccino Astrazeneca. Un accertamento fondamentale per risalire alle cause esatte del decesso e capire se ci possa essere una eventuale correlazione tra la somministrazione del vaccino e la sua morte. Pierpaolo Impagliazzo, dipendente civile alla Marina – era elettricista alla scuola sottufficiali – aveva fatto il vaccino all’ospedale militare il 25 marzo scorso. Qualche giorno dopo aveva cominciato a stare male. Lamentava forti dolori addominali, febbre, diarrea, vomito ed era andato al pronto soccorso della Maddalena dove era stato dimesso nella stessa giornata. Ma le sue condizioni hanno continuato a peggiorare. Quindi è ritornato al pronto soccorso locale e dopo una serie di esami è stato trasferito al Giovanni Paolo II di Olbia, dove è stato operato. Successivamente è stato trasferito a Cagliari, al Brotzu, dove è morto nella notte tra il 10 e l’11 aprile.

Ieri il procuratore di Cagliari ha sequestrato d’ufficio la salma disponendo l’esame autoptico che sarà eseguito in settimana. L’accertamento servirà a fare chiarezza su una morte ritenuta in qualche modo sospetta e su cui la magistratura vuole avere certezze. Da parte degli inquirenti c’è grande cautela, così come da parte degli avvocati che assistono la famiglia della vittima. «È prematura, allo stato, ogni valutazione senza conoscere gli esiti dell’esame autoptico che verrà disposto nel più breve tempo possibile e all’esito del quale, unitamente al nostro medico legale, avremo qualche dato in più – si limitano a dire gli avvocati Alessio Bittu e Roberto Sirena – Al momento è doveroso, nel rispetto dei familiari, attendere dati certi che sono necessari per far luce su quanto accaduto».

Pubblicato su La Nuova Sardegna