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Quartu: ha ucciso il connazionale schiacciandolo con l'auto contro un muro

I carabinieri hanno chiarito la vicenda: dopo una lite il nigeriano 41enne ha visto per strada il rivale e lo avrebbe investito deliberatamente

QUARTU. Ha deliberatamente ucciso il connazionale schiacciandolo contro il muro con l’auto in retromarcia a velocità sostenuta. I carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Quartu hanno fatto piena luce, con qualche particolare ancora da chiarire, su quello che voleva essere fatto apparire come un incidente fortuito e che invece si è poi rivelato un omicidio. Il nigeriano 36enne Oshoman Friday, residente a Elmas e regolare in Italia, è stato ucciso dal connazionale Osazee Igbinoghodua, 41 anni, anche lui regolare in Italia, dopo un litigio scoppiato per banali motivi, e forse qualche bicchiere di troppo, avvenuto nel corso di un festeggiamento di matrimonio in un locale di Quartu non distante dal luogo in cui è avvenuto l’investimento-omicidio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del nucleo operativo di Quartu, diretti dal capitano Gianni Russo e coordinati dalla pm Virginia Grilletti, i due nigeriani avrebbero litigato durante la festa, poi sono andati separatamente via intorno alla 1 della notte fra domenica e lunedì. La vittima si è diretta verso il centro di Quartu lungo la via Pirastu, nella zona artigianale a ridosso della statale 554, probabilmente in compagnia di altri connazionali, e mentre camminava a bordo strada è transitato il presunto omicida alla guida di una Opel Astra intestata a una società di nigeriani che a pagamento cede in uso auto ai propri connazionali. Il conducente ha intravvisto il rivale e dopo averlo superato avrebbe fatto retromarcia a forte velocità fino a schiacciarlo contro un muro, uccidendolo all’istante. Poi la vettura, che non era assicurata, così come il conducente non aveva una patente di guida europea, ha strisciato in velocità contro un cancello, è salito sul marciapiedi e dopo aver urtato lateralmente contro il muro si è rovesciata su un fianco, imprigionando il conducente nell’abitacolo dato che tutte le portiere si erano bloccate.

Mentre la vittima è morta sul colpo con il bacino schiacciato, l’investitore è riuscito a sfondare il parabrezza anteriore con i piedi e darsi alla fuga, non curandosi del connazionale investito e ucciso. Solo l’indomani mattina alle 9, ipotizzando di essere stato visto da altri connazionali (che già avevano fatto il suo nome ai carabinieri), si è presentato in caserma per raccontare la sua versione dell’incidente, sostenendo che si era trattato di un investimento involontario. Gli inquirenti, con l’apporto del medico legale, hanno però smontato pezzo per pezzo il suo racconto e lo hanno arrestato per omicidio volontario. Il magistrato ha disposto il provvedimento restrittivo nel carcere di Uta.

Pubblicato su La Nuova Sardegna