• Home
  •  > Notizie
  •  > Esplode una bombola di gpl morto giovane marocchino

Esplode una bombola di gpl morto giovane marocchino

Boato nel cuore della notte in un condominio, evacuate quattro famiglie L’uomo si era barricato in casa, non si esclude l’ipotesi un un gesto estremo

SENORBÌ. Tragedia durante la notte tra sabato e domenica a Senorbì, nella cucina di uno degli appartamenti al primo piano di un edificio ubicato al numero 5 della via Mazzini. Anass El Hadri, un extracomunitario quarantenne, coniugato, originario del Marocco, in regola con il permesso di soggiorno e da diversi anni residente nel paese della Trexenta, ha perso la vita a causa di una esplosione provocata verosimilmente dalla fuoriuscita di gas da una bombola di GPL. Illesi fortunatamente i componenti delle altre quattro famiglie che abitano negli altri appartamenti dell’edificio, una quindicina di persone in tutto, che per precauzione sono state fatte evacuare.

L’extracomunitario sbarcava il lunario rivendendo rottami ferrosi che raccoglieva porta a porta e nelle discariche illegali. L’uomo, investito dalla deflagrazione, è morto carbonizzato. Per lui non c’è stato niente da fare nonostante la tempestività dei soccorsi. Sul posto è intervenuta l’equipe della “Mike 65” la medicalizzata del 118 del distretto della Trexenta. La vittima è stata rinvenuta riversa per terra dai vigili del vigili del fuoco del distaccamento di Sanluri che sono penetrati nell’appartamento dopo aver abbattuto la porta di ingresso chiusa a chiave dall’interno così come le finestre. I pompieri hanno spento il rogo provocato dalla deflagrazione evitando che le fiamme si propagassero agli altri appartamenti.

L’episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi è avvenuto intorno alle tre del mattino. Lo scoppio improvviso, ha rotto il silenzio della notte. Non sono state ancora del tutto accertate le cause che hanno provocato l’esplosione e l’incendio. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, i carabinieri della stazione di Senorbi e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Dolianova che stanno svolgendo gli accertamenti di polizia giudiziaria, potrebbero essere state provocate dal fuoco che il marocchino ha appiccato con del liquido combustibile (nell’appartamento è stata rinvenuta una tanica vuota di benzina), per squagliare la plastica che avvolgeva dei cavi di rame. Una pratica molto pericolosa che solitamente però viene praticata all’aperto e non in ambienti chiusi. Non si esclude che Anass El Hadri abbia invece deciso di togliersi la vita. L’uomo da circa un mese viveva da solo. La moglie, infatti, aveva abbandonato la casa coniugale ed era rientrata in Marocco.

Pubblicato su La Nuova Sardegna