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Interista ucciso: per il pg è stato omicidio stradale

Chiesta la conferma della condanna 4 anni. Pm fa appello

(ANSA) - MILANO, 29 SET - La Procura generale di Milano, non

condividendo l'impostazione della Procura che aveva presentato

appello per sostenere il riconoscimento dell'omicidio

volontario, ha chiesto la conferma della condanna a 4 anni per

omicidio stradale per Fabio Manduca, l'ultrà napoletano

arrestato nel 2019 per aver travolto e ucciso con il proprio suv

il tifoso del Varese Daniele Belardinelli, morto negli scontri

del 26 dicembre 2018, in via Novara, poco lontano dallo stadio

di San Siro, prima della partita tra Inter e Napoli.

In primo grado i pm Stagnaro e Bordieri avevano chiesto una

condanna a 16 anni per omicidio volontario col "dolo eventuale",

ossia con l'accettazione del rischio del verificarsi

dell'evento, ma il gup Carlo Ottone De Marchi il 30 novembre

2020 ha condannato in abbreviato Manduca (arrestato nell'ottobre

2019) per omicidio stradale. Per il giudice, infatti, l'ultrà,

difeso dal legale Eugenio Briatico, pur avendo messo in atto

"una guida pericolosa" violando "fondamentali regole di cautela"

e causando per "colpa" il "grave investimento nel quale ha perso

la vita" Belardinelli, non aveva una "volontà dolosa" di

uccidere.

Il sostituto pg Nicola Balice, davanti alla Corte d'Assise

d'appello di Milano, ha spiegato che quella di primo grado è una

"sentenza equilibrata" rispetto agli elementi emersi dalle

indagini e che la ricostruzione alternativa dell'omicidio

volontario è solo "ipotetica". Contro la sentenza del gup hanno

presentato appello anche i familiari di Belardinelli (presenti

in aula) coi legali Fabio Bossi e Gianmarco Beraldo.

Lo scorso gennaio a Manduca, che era finito anche in carcere,

erano stati revocati i domiciliari e per lui era stato disposto

l'obbligo di dimora. (ANSA).

Pubblicato su La Nuova Sardegna