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Una gara di solidarietà nel nome di Mariangela

Mamoiada. La festa di Su Carmu in memoria della 33enne morta due anni fa I fondi raccolti sono stati devoluti all’Hospice e ai pastori colpiti dagli incendi

MAMOIADA. Ci sono delle persone che lasciano il segno e la loro assenza improvvisa diventa un vuoto. Per la famiglia e per la comunità. Manca nell’aria quell’energia, quella forza vitale. La positività dimostrata anche davanti alla malattia che l’ha strappata alla vita troppo giovane, non viene dimenticata. Sono esempi a cui ispirarsi nel vivere, nella quotidianità, nei rapporti interpersonali. Un approccio nell’affrontare con il piglio giusto le feste e i periodi meno allegri. Perché in fondo Mariangela Gungui, 33 anni, di Mamoiada, deceduta a causa di un male incurabile due anni fa, seppure con la bestiaccia conviveva ormai da molto più tempo, paradossalmente era lei che confortava gli altri. Invitava a festeggiare, a godere delle bellezze della vita. Perché è un bene talmente prezioso che non va sprecato. Così, nell’estate appena andata in archivio, Valentina e Sebastiana, prioresse della festa di Su Carmu (la Madonna del Carmelo) hanno cercato di tenere fede allo stile di vita di Mariangela, fermo ma leggero. Così quando i ragazzi del comitato, pensavano di dover ancora una volta rinviare i festeggiamenti, tra le maglie della pandemia e dei suoi divieti, si è aperto uno spiraglio. Due settimane per darsi da fare: raccogliere fondi per un momento musicale invitando un gruppo che piaceva tanto a Mariangela. Una nuova carezza da farle arrivare fin lassù e altri fondi da destinare a chi soffre. «Tutto e tutti si ricordavano di lei, della sua semplicità e spensieratezza, accompagnati dalla saggezza propria di chi la vita la viveva fino in fondo con il sorriso, e una buona parola per tutti» raccontano i ragazzi del comitato. Il paese intero ha offerto, regalato, prestato, dato un contributo. Nessuno si è fatto da parte: merce, vino, carni e formaggio, ma anche un caffè la mattina presto, durante la pulizia della chiesa. Piccoli e grandi gesti hanno riempito il cuore di umanità. Tutto è stato fatto in onore di Mariangela, con lo scopo di raccogliere fondi da poter donare in beneficenza. Un risultato straordinario che è avvenuto senza questua, come solitamente si fa, ma i mamoiadini portavano doni e offerte direttamente nelle attività commerciali gestite dalle due prioresse. E dalla gioielleria di Sebastiana o dal bar di Valentina entravano o uscivano con le lacrime agli occhi. Dopo alcuni giorni intensi il comitato è riuscito a raccogliere un importante cifra che ha deciso di donare all'Hospice di Nuoro. Un assegno di 6mila e 500 euro è finito nelle mani sicure del dottor Salvatore Salis, a sua volta commosso da tanta generosità ha ringraziato con una lettera. Altri mille euro il comitato li ha destinati ai pastori colpiti dagli incendi nei mesi estivi.

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Pubblicato su La Nuova Sardegna