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Infortuni sul lavoro, legge inapplicata

Sostegni e prevenzione: per i Progressisti serve il ricorso alla norma del 2008

SASSARI. Mentre i dati nazionali sulla ripresa economica e dell’occupazione sono confortanti (con l’isola che si rialza comunque un po’ più lentamente, anche rispetto al Mezzogiorno), l’Inail fa sapere che sono già 772 i morti sul lavoro, e che gli infortuni crescono dell’8,5%. A sottolinearlo sono Francesco Agus, Gianfranco Satta e Luciano Uras del gruppo dei Progressisti in Consiglio regionale: «Nelle ultime settimane in Sardegna in sole 24 ore, a Sassari e a Monastir, due famiglie sono precipitate nel dolore. Una tragedia alla quale bisogna dire, con urgenza, “basta”».

E ricordano come «13 anni fa, nel maggio del 2008, il Consiglio regionale, dopo una campagna di sensibilizzazione condivisa con le organizzazioni sindacali, la Federazione e l'Associazione della stampa e “Articolo 21”, con un provvedimento bipartisan (Uras-Pisano), aveva approvato all’unanimità una legge, ancora in vigore, per sostenere economicamente le famiglie dei caduti sul lavoro, anche emigrati e immigrati, nei primi drammatici momenti dopo l'incidente. Lo stesso provvedimento disponeva l’organizzazione di una serie di interventi di prevenzione, con il coinvolgimento di imprese e lavoratori, a partire da un piano specifico di formazione». Ebbene, rilevano i Progressisti, «la legge risulta ancora finanziata, ma pochi ne conoscono l'esistenza, e rimane inapplicata nelle attività di coordinamento degli interventi e di predisposizione e attuazione delle azioni formative per datori di lavoro e lavoratori». Da tenere presente che «i caduti sul lavoro in genere patiscono condizioni di protezione sociale ed economica debole» e provengono da impieghi «in attività a rischio in edilizia, agricoltura e industria, dove percepivano retribuzioni modeste».

Il Governo ha appena approvato norme che prevedono maggiori sanzioni per le aziende che non rispettano le misure di prevenzione e ricorrono al “nero”, più risorse e organico rafforzato di ispettori Inail e di carabinieri da assegnare a compiti di vigilanza. Ma i Progressisti ritengono che non bastino solo misure di vigilanza e sanzioni: «Indispensabile promuovere una nuova cultura del lavoro, stipulare un patto robusto per la sicurezza tra lavoratori e imprese, sindacato e associazioni datoriali. Percorsi di informazione e formazione comuni, un forte coordinamento tra il sistema associativo del lavoro e della produzione e le responsabilità pubbliche di controllo, dotazioni finanziarie destinate a soccorrere i lavoratori invalidati a causa di incidenti e le famiglie dei caduti, possono costituire una base utile di confronto politico serio, oltre gli steccati delle differenze ideologiche». (a.palm.)

Pubblicato su La Nuova Sardegna