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L’addio riconoscente a don Raffatellu

Tergu dà l’ultimo saluto al suo sacerdote: «Generoso e sempre un passo avanti»

TERGU. «Un sacerdote che ha saputo interpretare un enorme spessore di vita sacerdotale, un sacerdote appassionato del Signore, generoso con i fratelli, originalissimo nel suo servizio apostolico, amico dei giovani, sorridente e gioioso con tutti, ricco di profondità di fede e coraggio speciale nella sofferenza. Un prete non al passo dei tempi ma più avanti dei tempi, un prete secondo il cuore di Cristo». Così il vescovo Sebastiano Sanguinetti ha descritto don Giampaolo Raffatellu durante le solenne cerimonia funebre celebrata nella sua bella basilica di Tergu.

Ha destato grande commozione e tanta tristezza, non solo a Tergu ma in tutta l’Anglona e nell’intera diocesi, la scomparsa di don Gian Paolo Raffatellu, parroco di Tergu, spentosi venerdì mattina, all’età di 66 anni, nell’ospedale di Sassari, dove era ricoverato, dopo aver combattuto per anni con la malattia che lo affliggeva e che ha sempre affrontato con grande dignità e forza. Don Gian Paolo era molto conosciuto e apprezzato per la sua enorme cultura e umanità e per il suo carattere socievole. Era nato a Bulzi e aveva studiato a Cagliari e poi a Padova presso i monaci benedettini di Santa Giustina. Per una decina d’anni ha prestato la sua opera come diacono in diverse parrocchie della diocesi fra cui Perfugas, Castelsardo e Bulzi e, nel 1988, consacrato sacerdote, venne nominato parroco di Martis e di Laerru. Amatissimo da queste due comunità dove ha operato per 15 anni lasciando stupendi ricordi per il suo modo innovativo di interpretare la sua missione pastorale grazie alle sue virtù umane e sacerdotali. In molti lo ricordano fare avanti e indietro fra i due centri in sella alla sua moto e con l’immancabile chitarra sulle spalle. Poi, nel 2004, forse per poter esprimere meglio la sua spiritualità di intonazione monastica il vescovo Paolo Atzei lo inviò a Tergu per ritrovare nell’antica abbazia benedettina nuovi stimoli e anche nuove prospettive. Anche qui don Gianpaolo è entrato presto e splendidamente dentro il cuore di questa comunità. «Ci mancherà il tuo disarmante sorriso, la brillantezza dei tuoi occhi, vero specchio della tua anima, la tua coerenza e la tua umiltà, il tuo modo di far sentire importanti e mai inadeguati gli ultimi» ha detto il sindaco di Tergu Luca Ruzzu nel suo saluto.

I problemi di salute non hanno fermato la sua missione e don Gian Paolo ha continuato a celebrare le funzioni nonostante la sofferenza e la precarietà della sua salute. Alle esequie era presente tutto il clero diocesano e una grande folla di persone arrivate da tutta la diocesi e dalle comunità dove ha portato, sempre con gioia, il suo ministero. Dopo la funzione la salma è stata tumulata nel cimitero della sua Bulzi.

Mauro Tedde

Pubblicato su La Nuova Sardegna