Travolta e uccisa mentre corre

L’investitore è fuggito ma poi si è costituito: è accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso

CARLOFORTE . Una donna di 41 anni è stata travolta e uccisa da un’auto mentre faceva jogging sulla strada, alla periferia dell’abitato, vicino al cimitero lungo la strada provinciale 103 che conduce alla località il Giunco. Si chiamava Manuela Mura, faceva l’impiegata. Difficile stabilire se sia morta sul colpo o poco dopo. Il conducente dell’auto non si è fermato a soccorrerla, soltanto diverse ore più tardi si è presentato ai carabinieri accompagnato da un avvocato, raccontando di non essersi accorto di aver travolto una persona: «Pensavo di aver urtato contro un muretto a bordo strada». Si chiama Marco Repetto, è un cameriere carlofortino di 30 anni, che sarà denunciato in stato di libertà per omicidio stradale e omissione di soccorso. Forse se si fosse fermato e avesse chiamato i soccorsi, la donna avrebbe potuto salvarsi, un dubbio che peserà sull’inevitabile inchiesta giudiziaria.

La tragedia è avvenuta poco prima delle 7. Come ogni mattina Manuela Mura, che non era sposata e che era rimasta disoccupata dopo aver svolto mansioni di impiegata alla Delcomar e poi all’associazione ormeggiatori di Carloforte, era uscita di casa per fare jogging lungo la provinciale 103 per il Giunco, località turistica e residenziale, in una strada stretta e piuttosto trafficata a inizio e fine giornata. Correva in surplace a bordo strada, ma fuori dalla carreggiata, quando è stata travolta da un’auto e scaraventata a una decina di metri di distanza sulla stretta cunetta ai margini dell’asfalto, rimanendo esanime a terra sul terreno fradicio di pioggia caduta per tutta la notte.

Il conducente dell’automobile non si è fermato o comunque non l’ha soccorsa, non ha chiamato un’ambulanza. Ha preferito allontanarsi. Erano appena passate le 7, la visibilità era ridotta quando è passato un automobilista che con la luce dei fari ha illuminato per un istante un corpo inanimato, riverso sul ciglio della strada. Si è fermato e si è trovato davanti a una tragedia accaduta verosimilmente pochi minuti prima. Senza esitazioni ha chiesto l’intervento dei carabinieri, giunti sul posto assieme agli operatori dell’associazione di volontariato del 118 con la loro ambulanza. Ma per l’impiegata non c’era più niente da fare. Sono immediatamente scattate le indagini per individuare il responsabile anche con l’acquisizione di immagini di sistemi di videosorveglianza installati nella zona. La ricerca è finita alle 15, quando sulla soglia della caserma si è presentato Marco Repetto, accompagnato dall’avvocato Nicolfranco Ghigino. Ha raccontato che stava tornando a casa dopo aver trascorso tutta la notte insieme ad amici, finito il turno di lavoro. Non si sarebbe accorto di aver investito una persona con la sua Fiat Punto azzurra. Andato a dormire, è stato svegliato dai genitori, che in paese avevano appreso della disgrazia. Tornati a casa, avevano visto l’auto del figlio danneggiata e hanno intuito quant’era accaduto, inducendolo a presentarsi in caserma.

Pubblicato su La Nuova Sardegna