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Morto in banchina: imputati assolti dopo 16 anni

Processo lumaca per l’incidente sul lavoro nel porto di Golfo Aranci costato la vita a un operaio

GOLFO ARANCI. Sedici anni in attesa di giudizio. Una giustizia lumaca arrivata finalmente a sentenza. Con due assoluzioni. Walter Pinna e Ignazio Salaris non hanno nessuna responsabilità per la morte dell’operaio sassarese Giuseppe Vacca, vittima di un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere nel porto di Golfo Aranci nel settembre del 2006. L’uomo (che aveva 50 anni) era precipitato da un’impalcatura sistemata sul molo dove attraccavano le navi delle Ferrovie dello Stato, e dopo aver battuto la testa era finito in mare. Un processo infinito ha escluso qualsiasi responsabilità da parte dei due imputati, rispettivamente capocantiere e addetto alla sicurezza dell'invaso, accusati di omicidio colposo. Il giudice Alessandro Cossu, condividendo la linea difensiva del loro avvocato, Daniela Ungaro, li ha assolti con formula ampia. Lo stesso pubblico ministero Mauro Lavra aveva chiesto per entrambi gli imputati l’assoluzione. Nel 2011 era stato assolto il titolare dell’impresa, anche lui difeso dall’avvocato Ungaro, che aveva in appalto la ristrutturazione dell'invaso.

L’incidente costato la vita all’operaio sassarese risale al 21 settembre del 2006. La ditta per la quale lavorava stava effettuando lavori di manutenzione nell’invaso. Un intervento sollecitato dall'Autorità portuale di Olbia Golfo Aranci alle Ferrovie (che aveva quell'area in concessione), e che prevedeva lavori di pulizia, verniciatura, sostituzione del grigliato di recinzione e dei cordoli danneggiati, e altri lavori simili. Quel giorno Giuseppe Vacca stava impastando cemento per ripristinare alcune parti del ponte mobile. Era insieme ad alcuni colleghi. Ma nessuno di loro si era accorto che l’operaio si era allontanato. Non vedendolo più, avevano cominciato a chiamarlo e a cercarlo. Finché non avevano visto il suo corpo in acqua.

Ogni tentativo per salvarlo da parte dei soccorsi era stato vano. Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, dopo che Pinna e Salaris erano stati rinviati a giudizio, era emerso che il cantiere era a norma e che la vittima non avrebbe dovuto essere nel punto in cui era avvenuto l’incidente. Dopo sedici lunghi anni, la sentenza di assoluzione per entrambi. (t.s.)

Pubblicato su La Nuova Sardegna