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Giovane morto nell’hotel oggi a San Paolo i funerali

Eduard Mihai, poco più ventenne, era coinvolto nell’inchiesta sulle baby squillo Scarcerato il 17 gennaio a Firenze, doveva rientrare a Olbia agli arresti domiciliari

OLBIA. Questa mattina, alle 10 nella chiesa di San Paolo, si svolgeranno i funerali di Eduard Mihai, il giovane olbiese di origine romena poco più che ventenne, morto per probabile overdose di cocaina la notte tra il 17 e il 18 gennaio in un hotel di Firenze. Sulla morte del giovane indagano i carabinieri del capoluogo toscano, ma l’inchiesta è direttamente collegata a quella condotta dalla polizia di Olbia su un giro di baby squillo in città. Un terribile vortice di sesso e droga con il coinvolgimento di ragazzine minorenni, gestito da Mihai e da una complice di appena 18 anni, di Pozzomaggiore.

Per questa vicenda il giovane e la sua complice erano stati arrestati lo scorso ottobre a Firenze e poi scarcerati – su richiesta del loro difensore, l’avvocato Eros Masuri – proprio il 17 gennaio scorso. Il giudice aveva concesso gli arresti domiciliari in Sardegna, lui a Olbia e lei a Pozzomaggiore. Dovevano imbarcarsi sulla nave in partenza da Livorno il giorno dopo e così avevano deciso di trascorrere la notte in un hotel di Firenze. Non senza la cocaina necessaria per l’ultimo festino prima di consegnarsi agli arresti domiciliari. Cosa è successo nella stanza d’albergo è l’oggetto dell’inchiesta condotta dai carabinieri della stazione Uffizi del comando provinciale di Firenze. Nei giorni scorsi è stata effettuata l’autopsia sul corpo di Mihai, ma il risultato si conoscerà soltanto nei prossimi giorni. Nel frattempo quella della morte per overdose resta l’ipotesi più probabile.

È comunque l’epilogo drammatico di una storia iniziata lo scorso mese di aprile con l’indagine condotta dagli investigatori della sezione anticrimine della polizia di Olbia, al comando del commissario Lino Collu e coordinata dal vice questore Fabio Scanu. Gli agenti avevano scoperto il giro di baby squillo organizzato da Eduard Mihai e dalla sua complice, che reclutavano clienti attraverso sul web attraverso un sito di incontri a luci rosse. Nel vortice i due avevano trascinato anche due studentesse olbiesi di 17 anni. Una macchina di sesso, droga e tanti soldi, che macinava anche dieci appuntamenti al giorno, a domicilio oppure nei bed&breakfast, secondo quanto ha raccontato una delle ragazze. Per allargare il giro d’affari la giovane coppia nel mese di ottobre si era trasferita a Firenze, dove infatti era scattato l’arresto non appena gli investigatori del commissariato di Olbia avevano chiuso l’indagine con prove a sufficienza per un’ordinanza di custodia in carcere. Quasi tre mesi in cella, poi la concessione degli arresti domiciliari. La ragazza ora si trova a Pozzomaggiore, mentre Eduard Mihai a Olbia non è mai arrivato, se non per il funerale che si svolgerà a San Paolo questa mattina.(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Pubblicato su La Nuova Sardegna