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L’addio al prete-emissario grande amico di De André

La Chiesa in lutto per la scomparsa di don Salvatore Vico: aveva 90 anni Intervenne nelle fasi più critiche del sequestro del cantautore e di Dori Ghezzi

TEMPIO. È scomparso all’età di 90 anni uno dei religiosi più conosciuti della Sardegna. Molto noto e altrettanto apprezzato per le sue qualità umane e spirituali, portatore di un cognome molto impegnativo, quasi “ingombrante”, perché nipote di padre Vico, il fondatore della Congregazione delle figlie di Gesù crocifisso, suore missionarie attive da anni in Africa e America latina. Memoria storica della diocesi di Tempio-Ampurias, uomo dalle mille risorse, don Salvatore Vico è stato anche il sacerdote che fece da emissario nelle fasi più critiche del sequestro di Fabrizio De André e Dori Ghezzi. Il suo viso familiare e rassicurante è stato uno dei primi contatti di Dori Ghezzi subito dopo la liberazione. Già da allora parve chiaro a molti il ruolo coraggioso svolto dal religioso gallurese, uomo capace di grande discrezione e di una determinazione quasi insospettabile, amico della famiglia De André, tanto da avere battezzato la secondogenita Luvi nella chiesetta di san Bachisio, vicina alla tenuta dell'Agnata. «Era da tempo sofferente e nell’ultimo periodo le sue condizioni generali si erano aggravate», racconta suor Feliciana Moro, madre superiora della Congregazione delle Figlie di Gesù Crocifisso alla cui sollecitudine filiale don Salvatore Vico si era affidato. È spirato tra le cure delle suore e del personale della Casa della Letizia, dove da circa otto anni esercitava il servizio di cappellano per le suore e per gli ospiti della struttura. Il ricordo di don Vico è stato tratteggiato con note di profonda commozione da suor Feliciana. «Don Vico è vissuto sempre all’ombra dello zio, legatissimo alla sorella suor Battistina, missionaria in Africa deceduta lo scorso anno, e protetto dalla Congregazione che è stata il punto di riferimento più sicuro dal giorno dell’ordinazione sacerdotale sino alla morte. A Tempio, è stato parroco, educatore, apprezzatissimo direttore spirituale, assistente degli Scout e dell’Azione Cattolica e docente all’Euromediterraneo. Sacerdote fedele, umile e mansueto, sapeva soffrire in silenzio e subire umiliazioni senza mai un moto di vendetta e di cattiveria. Era buono, al punto da pagare in prima persona per l’eccesso di fiducia, accordata non di rado anche a persone che non la meritavano». Parole di grande affetto e sconfinata stima che dimostrano quanto speciale fosse il rapporto tra don Vico e le suore della Congregazione. «Don Vico era un uomo retto e generoso, sapeva perdere tempo per gli altri, ascoltare e piangere con chi era in difficoltà, amare in silenzio e senza pretese; esemplare nell’amicizia e nella fedeltà». Con l’assiduità della sua presenza discreta e sempre vigile ha contribuito a formare generazioni di tempiesi, soprattutto nel mondo dello scoutismo. «Ci ha insegnato a lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato, mutuando e condividendo appieno il messaggio di Baden Powell», dice di don Vico Immacolata Serra, ex capo Scout che ha condiviso con il religioso originario di La Maddalena momenti indimenticabili di vita comunitaria. Oggi, nel giorno in cui avrebbe compiuto 90 anni, se ne celebreranno i funerali, con la messa presieduta dal vescovo, monsignor Sebastiano Sanguinetti, alle 15.30, nella chiesa del Sacro Cuore.

Pubblicato su La Nuova Sardegna