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Un paese in lutto per la scomparsa di due maestre

La comunità ha perso due amatissime cittadine a poche ore l’una dall’altra. Cristina Maurantonio e Anna Angius insegnavano nella scuola elementare

BONORVA. Un silenzio angosciante e tanta tristezza da ieri hanno pervaso tutta la comunità che si è ritrovata a piangere sul destino infausto e crudele che ha accomunato due giovani madri, piene di speranza e voglia di vivere che tanto hanno dato alla famiglia e alla comunità.

Venerdì, Cristina Maurantonio, che nel prossimo mese di marzo avrebbe compiuto cinquant’anni, nell’ultimo passo ha preceduto di qualche ora Anna Angius che, fra qualche giorno, ne avrebbe compiuto quarantanove. Due persone splendide, sincere, attaccate al lavoro e alla famiglia che prestavano la loro apprezzabile opera di educatrici nella scuola elementare del paese, al servizio di una comunità che ha avuto modo di apprezzarne la dedizione, l’impegno e le notevoli qualità umane e che oggi le rimpiange con il dolore che si sente fin nel profondo del cuore. Ben inserite nella comunità avevano formato una bella famiglia. Cristina si era unita in matrimonio con Antonio Dedola, al quale ha regalato due figlie, Virginia e Sofia, mentre Anna aveva sposato Giovanni Bussu e costituito una serena famiglia rallegrata dalla nascita di Giovanni, Mattia e Giorgia. La loro opera di educatrici aveva seguito i percorsi tormentati di tanti colleghi, in continuo spostamento da un plesso all’altro fino al raggiungimento del traguardo finale che è stato la scuola primaria di Bonorva dove Cristina aveva messo a frutto anche l’ottima conoscenza della lingua inglese mentre Anna aveva iniziato la propria paziente ed encomiabile opera di formazione dei giovani allievi che purtroppo, dopo qualche mese, aveva dovuto interrompere. Particolare sgomento la scomparsa di Cristina ha destato nei fedales del ’65, che stanno predisponendo una serie di iniziative per l’allestimento del programma per i festeggiamenti in onore della patrona del paese e alla cui fase preliminare la giovane madre aveva partecipato con il solito entusiasmo e impegno. A entrambe il paese ha tributato, con il pianto nell’anima, l’onore dovuto ai figli meritevoli di lode ai quali, come accade sempre più spesso, l’incrocio tra la vita e la morte ha riservato un’incredibile sorte e l’assurdità di un’esistenza trascorsa quasi in parallelo, con riservatezza ed allegria ma con la stessa linea operativa e l’amore per la famiglia, per chiudere improvvisamente con la fine del tracciato nella fase della più completa maturazione.

Pubblicato su La Nuova Sardegna