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È morto il linguista Blasco Ferrer

Stroncato da un infarto. È stato uno dei teorici della “limba sarda comuna”

CAGLIARI. La cutura sarda perde un’altra voce. Ieri è morto in Corsica, per un arresto cardiaco, Eduardo Blasco Ferrer. Nato a Barcellona nel 1952 è stato filologo e linguista, docente di linguistica sarda e romanza presso l’Università di Cagliari per molti anni; presso lo stesso ateneo era direttore del master universitario “Approcci interdisciplinari nella didattica del sardo” della facoltà di Scienze della formazione. La sua opera più importante è “Storia linguistica della Sardegna” (1984).

Laureatosi nel 1981 presso l’Università di Erlangen in linguistica romanza, materia nella quale ha conseguito poi un dottorato di ricerca con Heinrich Kuen, è approdato all’Università di Cagliari come lettore di catalano nella facoltà di Magistero.

Blasco Ferrer è stato docente anche nelle università di Sassari, di Bonn, di Firenze, di Monaco di Baviera; dal 1993 è di nuovo a Cagliari, inizialmente come docente di Storia della lingua italiana, e dal 1996 come docente di Linguistica sarda.

Si occupava in particolare dello studio e della didattica della limba. Sin dalla fine degli anni Ottanta è stato uno dei protagonisti del dibattito, a tratti anche molto acceso, sulla lingua sarda, sulla necessità di prevederne la tutela e sulla opportunità di una sua codificazione unitaria. Blasco Ferrer è stato uno dei teorici della cosiddetta “limba sarda comuna”, una forma di sardo standard che, per iniziativa della giunta Soru (2204-2009), è diventata – formalmente se non di fatto – la lingua ufficiale dell’amministrazione pubblica regionale. Il modello al quale Blasco Ferrer si ispirava era quello della sua terra d’origine, la Catalogna, dove il processo di standardizzazione della lingua è stato avviato molto tempo fa e dove la difesa della diversità linguistica è una delle leve della rivendicazione di indipendenza nazionale rispetto allo stato spagnolo.

Pubblicato su La Nuova Sardegna