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Caso Pantani, per la Procura i sigilli non furono manomessi

RIMINI. Non fu scattata nessuna fotografia «clandestina», aggirando i sigilli della polizia scientifica, nella stanza del residence le Rose di Rimini, dove il 14 febbraio 2004 fu ritrovato il corpo...

RIMINI. Non fu scattata nessuna fotografia «clandestina», aggirando i sigilli della polizia scientifica, nella stanza del residence le Rose di Rimini, dove il 14 febbraio 2004 fu ritrovato il corpo senza vita di Marco Pantani. Lo confermerebbero le indagini della Procura di Rimini, coordinate dal procuratore capo Paolo Giovagnoli, che a fine luglio ha aperto un fascicolo per omicidio volontario sulla morte del ciclista romagnolo. Secondo la Procura dunque - dopo la pubblicazione di articoli che riportavano l’episodio in cui qualcuno tentò di vendere a giornalisti le foto della stanza di Pantani nonostante i sigilli della scientifica - non vi furono violazioni. L’episodio ricostruito dagli inquirenti, che hanno nuovamente interrogato il portiere del residence Le Rose, sarebbe stato chiarito in quanto delle foto furono scattate da un parente del titolare dell'hotel ma tre settimane dopo il ritrovamento del cadavere e solo dopo che i sigilli della scientifica furono rimosse. E non ci furono fotografie messe in vendita. Infine, sempre sul caso Pantani, la Procura della Repubblica di Rimini non ci sta ad essere accusata di scarsa collaborazione con i periti di parte.

Pubblicato su La Nuova Sardegna