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Bimba morta, il padre depone un mazzo di fiori sulla spiaggia

Ancora sotto choc la mamma indagata, oggi l’autopsia sul cadavere della piccola

TORTOLI'. Nel primo pomeriggio è arrivato nella spiaggia di Orrì in compagnia di alcuni parenti. Il viso scuro come il cielo che minacciava pioggia e un mazzolino di fiori tra le mani, il padre della bimba di 3 anni di Orgosolo morta in mare, è arrivato nel punto della spiaggia dove c’era ancora la scarpetta della sua piccina. L’ha raccolta e l’ha stretta al petto e poi lì, in quel punto, ha deposto il mazzolino di fiori colorati. L’ultimo saluto a quella figlioletta dolcissima che non vedrà mai più, inghiottita dal mare in burrasca e dalla voragine che si era aperta all’improvviso nella testa della mamma.

Tanta commozione e un silenzio rotto solo dal rumore della risacca. Lacrime. Poi, il mesto corteo è tornato verso la strada dove erano state parcheggiate le auto. Oggi a Nuoro si svolgerà l’ultimo rito previsto dall’ordinamento giudiziario: la perizia necroscopica per accertare le cause della morte. Dopo, il corpicino della bimba sarà restituito ai familiari che potranno fissare la data e l’ora dei funerali. Il Comune di Orgosolo ha già proclamato il lutto cittadino. Troppo grande la tragedia che ha investito il paese come un uragano.

La bambina, e anche il fratellino, erano conosciuti da tutti e molto amati. Così come i genitori: la mamma e il suo compagno, che non riesce ancora a capacitarsi della tragedia. L’uomo e tutti i familiari sono sempre accanto al fratellino di 4 anni, che sta meglio bene ma per precauzione è ancora ricoverato nel reparto Pediatria dell’ospedale San Francesco. Dove, in Psichiatria, si trova la mamma, ancora in stato di choc e sotto trattamento farmacologico. La donna, che ancora non sa che la figlioletta è morta, è assistita dall’avvocato Angelo Magliochetti.

Per ora è indagata per omicidio colposo, la prima contestazione formulata dal sostituto procuratore di Lanusei, Luisa Di Nella, che coordina le indagini. Intanto gli inquirenti stanno continuando a raccogliere elementi utili per la ricostruzione della tragedia e sta prendendo sempre più corpo l'ipotesi di un disperato tentativo di omicidio-suicidio da parte della donna, che soffriva di una forma di depressione post partum mascherata. Ieri sera a Orgosolo c’è stata una veglia di preghiera in chiesa promossa dal parroco don Antonello Corrias.

Pubblicato su La Nuova Sardegna