• Home
  •  > Notizie
  •  > La madre accusata di omicidio volontario

La madre accusata di omicidio volontario

Si aggrava l’imputazione per la donna entrata nelle acque gelide di Orrì insieme ai due figli. Migliora il bimbo di 4 anni

Da ieri è cambiata l’imputazione: da omicidio colposo a omicidio volontario. Si è così aggravata la posizione della mamma 37enne di Orgosolo che venerdì pomeriggio è entrata nelle acque agitate e gelide all’inizio della seconda spiaggia del litorale di Orrì (quasi all’altezza dello stabilimento balneare Su Stancu) con i suoi due figli di appena 3 e 4 anni. La più piccola è morta, dopo che i soccorritori del 118 avevano cercato di rianimarla, sugli scogli, per un’ora e 45 minuti.

La nuova ipotesi di reato è stata formulata ieri dal sostituto procuratore della Repubblica di Lanusei, Luisa di Nella, alla luce degli ultimi elementi raccolti sulla tragedia dagli agenti del commissariato di polizia, al comando del dirigente Leonardo Cappetta, e dai loro colleghi della squadra mobile di Nuoro, guidati dal vice questore aggiunto Fabrizio Mustaro.

Con l’imputazione di omicidio volontario aggravato, secondo gli inquirenti viene posta definitivamente da parte l’ipotesi di una possibile disgrazia.

La giovane mamma sarebbe entrate volontariamente in acqua nel disperato tentativo di uccidersi insieme ai due figlioletti.

Ancora ricoverata sotto choc nel reparto di psichiatria dell'ospedale san Francesco di Nuoro, con l'aiuto di uno psicologo la donna è stata informata della tragica notizia della morte della bambina. Non appena i medici daranno il loro assenso, sarà interrogata dagli inquirenti.

Migliorano intanto le condizioni del piccolo di 4 anni: ieri si parlava della possibilità che potesse essere dimesso in serata. Nel pomeriggio l’anatomopatologo Vindice Mingioni ha effettuato l'autopsia sul corpo della bimba: la piccola è morta per annegamento.

I soccorsi erano stati tempestivi, ma vani. Quando pareva potessero esserci delle speranze, la piccola era stata caricata su un elicottero dei vigili del fuoco per essere trasportata al San Francesco di Nuoro, ma è morta all’arrivo. Sia la donna sia il figlioletto di 4 anni si sono invece salvati grazie al tempestivo e coraggioso intervento di Concetta, una 27enne di Lotzorai che passeggiava lungo la strada con sua madre, e che non ha esitato a lanciarsi in acqua non appena si è resa conto che quelle due “chiazze nere” che si vedevano fra le onde, non erano mute da sub, ma una donna e un bambino. Il corpicino della bambina, è invece comparso dopo pochi minuti – potrebbe essere stato incastrato fra due scogli – portato a pochi metri da riva dalle onde. Il padre della piccola, domenica pomeriggio, accompagnato da alcuni parenti, si è recato a Orrì, per vedere di persona il luogo della tragedia di due giorni prima.

L’uomo ha deposto dei fiori nella sabbia, proprio di fronte alle acque in cui ha trovato la morte la sua bambina di appena 3 anni. Nella piccola montagnetta di sabbia, anche un peluche che pare un maialetto con il muso rosa, oltre a un piccolo pupazzetto in plastica, che raffigura un qualche eroe. E vicino, tante piccole conchiglie. E in quell’angolo di spiaggia, in tanti, già da ieri mattina, si sono fermati per fare una preghiera o anche per un semplice pensiero in ricordo di un piccolo angelo volato in cielo troppo presto dalle acque del litorale di Orrì.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su La Nuova Sardegna