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Bimba morta a Orrì: dubbi da chiarire, papà ascoltato dal pm

La procura generale di Cagliari entra nell’inchiesta La mamma indagata è ancora ricoverata in Psichiatria

NUORO. «Mi ero accorto che era dimagrita, ma mai nessun medico le aveva diagnosticato una depressione»: aveva detto nei giorni scorsi a chi gli chiedeva della tragedia che aveva appena subito. Quando la sua compagna era stata trovata al lido di Orrì, priva di sensi, vicina alla figlioletta di quasi tre anni morta annegata nelle acque ogliastrine.

E ieri, in tribunale a Lanusei, seduto davanti al pm Giancarlo Moi della Procura generale di Cagliari che si sta occupando delle indagini, il compagno della mamma di Orgosolo che una decina di giorni fa è finita al centro della tragedia è stato chiamato a rispondere di nuovo alle tante domande che in queste ore si sta facendo anche la giustizia.

È stata e rimane una vicenda straziante e piena di risvolti umani, questa della tragedia di Orrì, ma la giustizia deve fare il suo corso e ieri mattina l’inchiesta giudiziaria nata dalla morte della piccola ha segnato una nuova tappa: l’audizione, a sommarie informazioni, e dunque in qualità di teste, del compagno dell’unica indagata.

La mamma della piccola morta nelle acque di Orrì, fino a questo momento ha ricevuto una informazione di garanzia solo per l’ipotesi di reato di omicidio colposo, ma in realtà si sa che la Procura qualche giorno fa ha aggravato la sua posizione contestandole l’”omicidio volontario”.

La sua difesa, rappresentata dall’avvocato Angelo Magliocchetti, tuttavia, non ha ancora ricevuto la notifica del nuovo capo di accusa. Per la stessa difesa, dunque, la donna rimane indagata per omicidio colposo. La giovane è sempre ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Francesco di Nuoro, dove i medici la tengono sotto osservazione e hanno avviato un percorso di cura che punta a recuperarne al più presto uno stato di equilibrio psico-fisico. Non appena raggiungerà quello stato e recupererà le forze, si sottoporrà a interrogatorio.

Per ora, anche se in modo informale, ha fatto sapere che di quella triste giornata, delle ore trascorse tra il viaggio da Orgosolo a Orrì, fino alla passeggiata in spiaggia, non ricorda assolutamente nulla.

«Ho avuto un black-out», ha spiegato. La giovane non ricorda, insomma: o almeno questo è quello che ha detto. Cosa sia accaduto esattamente in quei momenti, insomma, per ora resta un mistero che solo l’inchiesta giudiziaria potrà risolvere.

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Pubblicato su La Nuova Sardegna