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Addio a Nello Migliaccio, “gentleman” della spesa

La Maddalena, è morto a 83 anni lo storico commerciante del centro, figlio di Bià Dal 1967 è stato dietro il bancone del negozio in piazza Santa Maria Maddalena

LA MADDALENA. Addio a Nello Migliaccio, un pezzo di storia del commercio isolano. Di quello di altri tempi, che con il sorriso ti imbustava la spesa con gesti lenti, senza tempo, e nel frattempo ti chiedeva come stavi e cosa avresti cucinato a pranzo. Migliaccio è morto a 83 anni, dopo breve malattia lasciando la moglie Maria Antonietta Musa e i tre figli Rosa, Biagino e Fabio.

Nello inizia a lavorare quando ha solo 16 anni, dopo che il babbo Biagio, noto Bià, aveva aperto il negozio nel 1948 in via Garibaldi, dove ora si trova il bar Art caffè. Una bottega con una sola stanza, in cui però si trovava di tutto. Fino al 1958 lavora con il padre che da vecchio commerciante gli insegna i segreti del mestiere. Il suo negozietto era meta di clienti di ogni tipo, di chi poteva pagare in contanti, ma anche di chi chiedeva il “libretto da marcare” e saldava i debiti a fine mese. Gli affari vanno molto bene e Nello decide di aprire un negozio più grande in piazza Santa Maria Maddalena, dove ora c’è «Anselmo». Per Migliaccio comincia il suo percorso indipendente. Il padre, chiamato a guidare la Confcommercio, lascia ogni responsabilità gestionale al figlio, sempre più amato dalle massaie isolane.

Nel 1967 sposa Maria Antonietta Musu e diventa padre di quattro figli. Nello resta dietro il bancone di piazza Santa Maria Maddalena fino al 2009. Poi è la moglie con i figli Biagio e Rosa a curare gli affari di famiglia. Nel 2011 la decisone di abbassare definitivamente la saracinesca, un po’ per non venire travolti dalla crisi delle botteghe tradizionali, travolte dai supermercati. «Nello viveva per il negozio – dice la moglie Maria Antonietta –, e seppure lavorasse tantissime ore non ha mai sopportato il distacco dal suo amato negozio. Per svagarsi curava l’orto, e ogni giorno andava a trovare al cimitero nostro figlio Massimo. Poi la malattia un pre-infarto e infine la morte. «Un uomo corretto, onesto, un vero signore, che gli isolani non dimenticheranno mai», lo ricorda Ernesto Battaglia, anche lui commerciante, figlio dello storico Miro.

Pubblicato su La Nuova Sardegna