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Schiacciato da un rullo, processo a maggio

GHILARZA. Un’incompatibilità del giudice e l’udienza preliminare non si tiene. Bisognerà attendere il 25 maggio per sapere che esito avrà il procedimento per la morte dell’operaio di Oniferi, Fabiano...

GHILARZA. Un’incompatibilità del giudice e l’udienza preliminare non si tiene. Bisognerà attendere il 25 maggio per sapere che esito avrà il procedimento per la morte dell’operaio di Oniferi, Fabiano Murgia, che a 25 anni perse la vita mentre lavorava sulla 131 dcn. Fu schiacciato dal rullo guidato dal suo collega di lavoro Paolino Mereu, operaio di Loculi. A settembre del 2012, erano impegnati in un cantiere per il rifacimento del manto stradale. L’Anas aveva affidato l’incarico alla ditta Vidoni di Tavagnacco, la quale si era poi affidata ad una ditta isolana, la Pavisarda, per l’esecuzione dei lavori. Quei lavori che conobbero una pagina tristissima nel caldo pomeriggio di un’estate che sfumava, hanno poi portato all’apertura dell’inchiesta. Ora rischiano il processo per omicidio colposo, sia l’autista del rullo Paolino Mereu che i vari responsabili del cantiere e delle due ditte che gestivano l’appalto. A chiedere il rinvio a giudizio anche per Giovanni Bernardis, Luciana De Barba, Paolo Riva, Enrico Atzeni, Antonio Macis e Antonio Cancellu è il pubblico ministero Andrea Padalino Morichini, che ha ravvisato gli estremi per contestare il reato di omicidio colposo.

Per la procura i sei sarebbero responsabili della morte del giovane operaio, ovviamente con sfumature diverse. Ai responsabili delle società e del cantiere viene contestato il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza nel luogo di lavoro, al guidatore del rullo di non aver adottato le precauzioni necessarie per evitare di investire il compagno di lavoro. Fabiano Murgia, che aveva appena ritrovato il lavoro dopo un periodo di cassa integrazione, si trovava a pochi passi di distanza dal macchinario quando questo fu messo in azione.

Pubblicato su La Nuova Sardegna