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Tonino Puddu, morto a 57 anni Il fratello: «Vogliamo la verità»

NUORO. Uno degli ultimi decessi tra i lavoratori di via Veneto è stato quello del grande maestro del folklore Tonino Puddu, scomparso a ottobre del 2008 ad appena 57 anni, stroncato da un...

NUORO. Uno degli ultimi decessi tra i lavoratori di via Veneto è stato quello del grande maestro del folklore Tonino Puddu, scomparso a ottobre del 2008 ad appena 57 anni, stroncato da un glioblastoma, tumore al cervello, al quarto grado, dopo aver lottato nel 2007 contro il primo tumore, quello alla faringe, che aveva anche gravemente compromesso le corde vocali e per lui che aveva una voce meravigliosa era stata una mazzata tremenda.

«L'anno prima della dolorosa scomparsa di Tonino la maledizione del palazzo aveva colpito un suo collega e grande amico, Roberto Romagnoli. Lavoravano nella stessa stanza insieme a un'altra collega, morta anche lei di tumore nel 2005 – racconta Salvatore Puddu, fratello di Tonino –. Sono stati anni davvero difficili per tutti in quegli uffici e in particolare nella stanza al primo piano dove lavorava Tonino. Poi negli anni si è susseguita una serie impressionante di morti, ma anche molte persone che lavoravano lì dentro si sono ammalate gravemente – continua il fratello del grande maestro stroncato da un secondo tumore al cervello nel 2008 –. Dopo la morte di Tonino ho cominciato a sospettare che dentro quell’ufficio ci fosse qualcosa che non andava, di strano e pericoloso. Pensai a quel grande server installato proprio a due passi dalla scrivania di Tonino – prosegue Salvatore Puddu con amarezza – e immagini che potesse esserci un collegamento. Ma se venisse confermata la presenza di amianto nella pavimentazione, nelle pareti e nei soffitti allora capirei la correlazione tra tutte queste morti. E sarebbe un colpo durissimo – conclude il fratello del grandissimo maestro di musica apprezzato in tutto il mondo –. Morire in modo così atroce nel pieno della vita non è giusto. Spero e chiedo che venga fatta luce quanto prima su questa storia con troppi misteri. Per Tonino e per tutti gli altri». (st.va.)

Pubblicato su La Nuova Sardegna