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Tragedia di Orrì, mamma interrogata: «Ero come in trance»

La giovane donna di Orgosolo ha risposto al magistrato Di quel tragico venerdì 13 ha ricordi confusi e frammentari

NUORO. Ricorda poco o niente di quel tragico venerdì 13 la donna di Orgosolo che ha tentato il suicidio buttandosi in mare insieme con i due figli, un bambino di quattro anni e una bambina di neppure tre, e provocando la morte di quest’ultima per annegamento. Ieri alle 18,30 la giovane madre è stata interrogata dal sostituto procuratore Gian Carlo Moi alla presenza del suo avvocato Angelo Magliocchetti. L’incontro è avvenuto nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Francesco di Nuoro, dove è ricoverata dal giorno successivo al tragico episodio avvenuto nella spiaggia di Orrì, in Ogliastra. La donna, che è sottoposta a terapia farmacologica dal giorno del ricovero, ha risposto alle domande del magistrato, ma ha fornito una versione di quanto accaduto estremamente frammentaria, con pochi ricordi ben delineati. Non è riuscita a spiegare, insomma, i motivi che il pomeriggio di due settimane fa l’hanno spinta a lasciare Orgosolo in auto insieme ai due figlioletti per recarsi in una zona della costa ogliastrina che, a quanto pare, non conosceva neppure. Avrebbe agito in una sorta di trance, insomma, che da quel momento porta sino alla spiaggia di Orrì; uno stato in cui la donna sarebbe precipitata dopo alcuni mesi di profonda depressione, durante i quali avrebbe assunto anche farmaci. In sostanza, dunque, la giovane madre non sarebbe riuscita a fornire al magistrato null’altro che flashback del drammatico episodio che l’ha vista protagonista, senza fornire un racconto cosciente e articolato del fatto.

È evidente che il difensore della donna, l’avvocato nuorese Angelo Magliochetti, punti a dimostrare come al momento dell’episodio fosse incapace di intendere e di volere, anche perché sulla donna grava l’accusa di omicidio volontario per la morte della bambina e di tentato omicidio per quanto riguarda il bambino, scampato miracolosamente all’annegamento.

La giovane madre di Orgosolo dunque continuerà a restare ricoverata nel reparto di psichiatrico, dove riceve cure farmacologiche e di sostegno psicologico per affrontare la propria depressione e ciò che inevitabilmente le deriva dal dramma di cui è stata protagonista. In ospedale riceve ogni giorno la visita del marito e dei familiari, ancora increduli di fronte alla tragedia. Non ha ancora visto il figlio, affidato alle cure di una parente.

Dopo il dramma la donna aveva scritto una lettera indirizzata idealmente alla sua bambina, che era stata letta dal parroco di Orgosolo durante il funerale, celebrato il 17 febbraio scorso. «Non ti dimenticherò mai, piccola anima. Prega per me, per babbo, per tuo fratello», aveva scritto.

In quell’occasione l’amministrazione comunale aveva disposto il lutto cittadino e sospeso ogni manifestazione in programma per il carnevale. In tantissimi avevano partecipato all’addio alla piccola, il paese si era letteralmente fermato. (p.me.)

Pubblicato su La Nuova Sardegna