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Portisco 1989, in quattro contro il fuoco

Sono trascorsi 26 anni dal tragico incendio di Portisco. Ma Giampiero Budroni, con un nodo in gola e tanto dolore nel cuore, ricorda ogni istante dell’immane tragedia del 28 agosto 1989. Come se l’av...

Sono trascorsi 26 anni dal tragico incendio di Portisco. Ma Giampiero Budroni, con un nodo in gola e tanto dolore nel cuore, ricorda ogni istante dell’immane tragedia del 28 agosto 1989. Come se l’avesse vissuta ieri. «Quel giorno eravamo usciti in 4, attorno a mezzogiorno, per un incendio ad Arzachena. Finito l’intervento, ci avevano detto di raggiungere Portisco. Ma non immaginavamo di trovarci in mezzo all’inferno, alle morti, a tanta devastazione. Non mi era mai capitato di vedere il fuoco correre così veloce. In venti minuti, solo a Portisco, le fiamme avevano ucciso 14 persone e attorno avevano disintegrato centinaia di ettari di terra riuscendo persino a saltare il mare, per400 metri, sino ad arrivare dall’altra parte, a Porto Rotondo. Eravamo stati gli unici a riuscire a entrare nel villaggio di Portisco. Attorno a noi solo fumo, fiamme, distruzione. E gente che correva, per mettersi in salvo. Ma dovevamo continuare a cercare, per vedere se ci fosse ancora qualcuno da soccorrere. Ci siamo precipitati nel supermercato, dove tutto era stato incenerito, dove non si riusciva a respirare, dove non si vedeva nulla. E poi siamo scesi al piano di sotto, nel magazzino. Abbiamo aperto la cella frigorifera e siamo rimasti senza parole: si erano rifugiati lì dentro dieci ragazzi. Stavano tutti bene. E li abbiamo portati al sicuro. Quando siamo arrivati a Portisco, erano da poco passate le 5 del pomeriggio. C’eravamo solo noi. E siamo rimasti soli per tre ore, prima che arrivassero rinforzi. Oggi dico che anche quell’incendio ha fatto da spartiacque. Perché si è capito che ci si doveva muovere in diverso modo, che si doveva fare più prevenzione e formazione, e che, soprattutto, si doveva lavorare in sinergia». (s.p.)

Pubblicato su La Nuova Sardegna