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Il Medio Campidano debella la blue tongue: nessun caso nel 2014

Negli allevamenti del territorio non sono stati registrati focolai attivi né animali morti

SANLURI. La blue tongue sembra debellata negli allevamenti del Medio Campidano. Nel 2014 nel territorio non sono stati rilevati focolai attivi della malattia e nessun capo ovino è morto. Un dato in controtendenza se si pensa che nel 2013 l'infezione ha ucciso 11.317 capi, in prevalenza pecore, per complessivi 609 focolai.

Era questo l'obiettivo che si era preprefissata l'azienda sanitaria di Sanluri quando aveva programmato negli anni precedenti la lotta all'infezione ovina. Nel 2014, grazie anche all'imponente campagna di prevenzione della Regione, il Servizio veterinario della Asl 6 ha vaccinato quasi 200mila capi appartenenti a 589 aziende diverse.

I risultati non si sono fatti attendere: la Blue tongue l'anno scorso non ha fatto vittime. I risultati positivi ottenuti dalla campagna di profilassi del 2014 permettono di programmare e affrontare con ottimismo anche l'anno in corso attraverso una sensibile campagna di prevenzione e vaccinazione. A tal fine la strategia vaccinale del 2015 prevede quattro fasce di rischio degli allevamenti ovini, a ciascuno dei quali viene data diversa priorità di intervento.

I primi vaccini sui capi ovini sono stati già effettuati e hanno coinvolto gli allevamenti considerati a maggior rischio in quando non sottoposti a vaccinazione lo scorso anno. Seguiranno via via tutte le altre aziende del Medio Campidano, la vaccinazione dovrebbe concludersi nel mese di maggio 2015. Si prevede di immunizzare circa 300mila capi delle 764 aziende (tra ovine e bovine) che ricadono nel territorio del Medio Campidano. L'obiettivo è di assicurare una copertura immunitaria di almeno l'80 per cento del patrimonio animale interessato alla malattia, in questo modo si eviterà la diffusione del virus. "In questa azione di profilassi spiega il responsabile del servizio di Sanità animale, Enrico Vacca è coinvolta lintera equipe del Servizio. Per raggiungere lobiettivo abbiamo però bisogno della collaborazione e della disponibilità degli allevatori locali che ringraziamo fin dora".

Pubblicato su La Nuova Sardegna