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Strada-trappola, canale non segnalato

Niente barriere o cartelli di pericolo per il San Nicola. Antonio Scintu: «Vi racconto il mio incidente, sono vivo per miracolo»

OLBIA. Certe tragedie sono inevitabili. Altre, invece, sono incomprensibili e lasciano più di qualche interrogativo. Come quella accaduta giovedì sera in questo spiazzo, qui alla fine di via Galvani, che si affaccia sul San Nicola, il canale diventato la tomba di Giacomo Rosati. Lui, un commercialista di 81 anni, si è fatto guidare dalla strada, che però lo ha tradito. Non è ancora ben chiaro cosa sia accaduto quella sera, e forse non si saprà mai. Il magistrato ha infatti acconsentito a restituire la salma ai familiari, e al momento non risulta alcuna indagine in corso.

Una cosa si sa a Olbia, è anche da parecchio tempo: tra la strada e il fiume non ci sono segnali di pericolo, non una luce intermittente o un catarifrangente. C’è soltanto il buio, e un salto di qualche metro nel canale. Come quello che ha fatto l’81enne a bordo della sua Renault Twingo. L’uomo è rimasto intrappolato e, con tutta probabilità, è morto annegato. Qualche metro prima dello spiazzo c’è soltanto un triste e solitario segnale di obbligo di direzione nascosto dietro un lampione e la fronda rigogliosa di un albero. E prima di finire sul fiume non c’è una barriera, come in passato, fatta di new jersey. Sul ponte, invece, quello che si imbocca seguendo la carreggiata, ci sono alcuni lampioni. Tutti spenti, giovedì sera. Un mix micidiale.

La stessa trappola che qualche anno fa, nel 2013, rischiava di seppellire anche Antonio Scintu, oggi 49enne. «A me è successa la stessa identica cosa – racconta – sono soltanto stato più fortunato perché l’auto non si è ribaltata e nel canale non c’era acqua, altrimenti chissà se sarei qui a parlarne». Il suo incidente è avvenuto nel 2013. Una notte piovosa durante la quale Antonio Scintu percorreva in auto via Galvani, in direzione Croce bianca, e si è ritrovato lo stesso segnale di obbligo ma, forse a causa del vento, ruotato verso destra. La segnaletica lo ha quindi condotto dentro al San Nicola. «Transitavo raramente in quel punto – dice ancora il 49enne – e non c’era illuminazione. Ho seguito il segnale e son volato nel canale. Mi son rotto le costole, la faccia. Ho dovuto subire un intervento chirurgico delicato. Ho avuto tanti danni e ho sostenuto molte spese ma non ho mai visto un solo centesimo di risarcimento».

Scintu ha dovuto fare causa al Comune – l’uomo è rappresentato dall’avvocato Antonello Desini di Olbia – che si è costituito in giudizio. Ma ancora il procedimento non è chiuso. «E in più – riprende il 49enne – ogni volta che passo mi vedo che sempre la situazione come l’ho lasciata. Anzi, forse è pure peggiorata. Chiunque ci transiti di notte si accorge che la visibilità è zero, non c’è illuminazione e le strisce discontinue che ti inducono in errore. E comunque se dopo il mio incidente il Comune avesse preso provvedimenti, probabilmente quel cristiano sarebbe ancora vivo». Purtroppo è andata diversamente: i funerali di Giacomo Rosati sono previsti domani alle 11.15 nella chiesa Nostra Signora de la salette.

Pubblicato su La Nuova Sardegna