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Dal festival della Maddalena tributo a Gian Maria Volonté

La versione restaurata del film di Elio Petri “A ciascuno il suo” tra gli eventi  della rassegna curata da Giovanna Gravina in programma dal 23 al 28 luglio

All’epoca era già un attore conosciuto, con alle spalle diverse esperienze cinematografiche e ruoli di successo come quelli di Ramon Rojo e l’Indio nei primi western di Sergio Leone, “Per un pugno di dollari” e “Per qualche dollaro in più”, e di Teofilatto dei Leonzi in “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli. Eppure se c’è un film che rappresenta una svolta fondamentale nella carriera di Gian Maria Volonté quello è “A ciascuno il suo”. Perché grazie a quel lavoro del 1967 per la prima volta riceve un premio, il Nastro d’argento come miglior attore protagonista, e perché in quell’occasione incontra Elio Petri, con il quale collaborerà in altri film dando vita a un sodalizio artistico di grande importanza. “A ciascuno il suo”, che in qualche modo inaugura la grande stagione del cinema politico italiano, torna oggi a splendere in una versione restaurata che sarà presentata in anteprima alla Maddalena per il festival “La valigia dell’attore” in programma dal 23 al 28 luglio. Un bel modo per celebrare Gian Maria Volonté, al quale la manifestazione è dedicata, a 25 anni dalla scomparsa.

Un restauro fortemente voluto dalla figlia Giovanna Gravina Volonté, che ha fondato il festival e lo dirige insieme a Fabio Canu, e sostenuto da Paola Petri, vedova di Elio. Sergio Toffetti, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dove sono anche custoditi e gestiti il Fondo Volonté e il Fondo Petri, ha raccolto l’appello avviando il processo necessario a restituire il film all’originale splendore (il restauro è stato curato dal Museo e da Movietime, realizzato nel laboratorio Studio Cine di Roma con il coordinamento tecnico di Luigi Luppi). Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, di cui ricorre il trentesimo anniversario della morte, “A ciascuno il suo” venne presentato al Festival di Cannes del 1967 dove vinse il premio per la miglior sceneggiatura firmata da Petri con Ugo Pirro.

La storia, ambientata in Sicilia, racconta di un giovane professore di liceo che si mette a indagare privatamente sul duplice delitto del dottore e del farmacista del paese in cui abita. Si troverà invischiato in una vicenda mafiosa. Ad affiancare Volonté, che ricopre il ruolo da protagonista, ci sono Irene Papas e Gabriele Ferzetti. Tre grandi interpretazioni sostengono un film che ben rappresenta la diffusione della mentalità mafiosa, ma anche la difficoltà dell’intellettuale di comprendere la realtà.

Un film politico con un’articolata struttura narrativa che evita didascalismi e una messa in scena particolare che si caratterizza per l’uso dello zoom. La versione restaurata di “A ciascuno il suo” sarà proiettata la sera del 26 luglio, alla Fortezza I Colmi. A introdurre il film Paola Petri e il critico cinematografico Fabio Ferzetti.

Nel corso della sedicesima edizione del festival “La valigia dell’attore” saranno proiettati altri due lavori importanti nella carriera di Gian Maria Volonté. “Ogro”, film del 1979 diretto da Gillo Pontecorvo, descrive l’attentato a Luis Carrero Blanco da parte dei separatisti baschi dell’Eta. A presentare il lungometraggio ci sarà alla Maddalena il 24 luglio la protagonista femminile: la grande attrice spagnola Angela Molina. Nell’ultima serata del festival sarà invece proiettato “Porte aperte”, diretto da Gianni Amelio nel 1990, dove Volonté interpreta un giudice in un processo contro un pluriomicida che ha il volto del compianto Ennio Fantastichini. A presentare il film, anche questo tratto da un libro di Sciascia, un altro dei protagonisti: Renato Carpentieri.

Tre lavori che in modo diverso mettono in mostra lo straordinario talento di Volonté, artista legato alla Maddalena dove ha vissuto ed è stato sepolto dopo la prematura scomparsa nel 1994. Il modo migliore per ricordare il grande attore nel venticinquesimo anniversario dalla scomparsa e prima iniziativa alla quale ne seguiranno altre, nel corso dell’anno, in collaborazione tra la Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté e l’associazione Quasar di Giovanna Gravina e Fabio Canu.



Pubblicato su La Nuova Sardegna